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Gli orti sociali come modello di cittadinanza attiva

orti sociali

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Nelle città europee come Londra e Berlino, gli spazi pubblici e le aree verdi comuni sono diventati luoghi per sperimentare nuovi modelli di interazione sociale, più a contatto con la natura.
In Italia si registra un crescente interesse per la vita in campagna, e per l’agricoltura, e molte persone lasciano il proprio lavoro “sicuro” per aprire un agriturismo o un’azienda agricola; si stanno inoltre diffondendo gli orti sociali e urbani, che sono dei veri e propri modelli di cittadinanza attiva. Tramite l’agricoltura, le persone si riappropriano delle aree verdi pubbliche, e le valorizzano; la rivalutazione di questi spazi è molto importante, soprattutto nei contesti spersonalizzanti e soffocanti delle grandi città. A Roma, ad esempio, esistono ben 150 orti; essi sono gestiti da gruppi di cittadini che si prendono cura di terreni di dimensioni variabili – anche di un solo albero – dei quali hanno la diretta e totale responsabilità.

L’aspetto “relazionale” della condivisione di spazi assume significati differenti in base al contesto in cui si sviluppa un progetto; può fungere da strumento di interazione tra gli abitanti di un quartiere, oppure di integrazione di immigrati e disabili. La gestione di un orto può inoltre diventare un lavoro a tempo pieno, e un aiuto economico, come avviene per quelli gestiti da giovani disoccupati, o dagli ex dipendenti di aziende fallite, che collaborano all’esperimento sostenibile” di Torino, o per quelli affidati agli over 65, e a persone con difficoltà di inserimento di Sassari.

L’Unione europea ha recentemente riconosciuto il valore umano ed economico dell’agricoltura sociale, esprimendosi tramite il CESE, il Comitato Economico e Sociale Europeo. Molti progetti di questo tipo sono infatti finanziati dal’UE; è il caso degli “orti sociali biologici” della Campania, sostenuto dall’AIAB, l’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, nel quale, ad occuparsi degli spazi verdi saranno anziani e disabili, che avranno anche una piccola integrazione al reddito.
Iniziative simili a quelle appena descritte potrebbero colmare le gravi carenze del settore sociale europeo. Come sostiene l’onorevole Tiziano Motti è, infatti, necessario sopperire alla difficoltà degli Stati membri di fornire i servizi di assistenza e sostegno ai vulnerabili. L’eurodeputato è presidente dell’associazione Europa dei diritti, che tutela le donne, i minori, gli anziani, e i disabili, e promuove iniziative che coinvolgono i cittadini in prima persona.

L’agricoltura sociale ha spesso un valore educativo, ne sono un esempio le fattorie didattiche di Reggio Emilia, o culturale, come avviene per l’Hortus Urbis, uno spazio verde reinventato come orto antico romano, nel quale viene inoltre tutelata la biodiversità.
Il perno intorno al quale ruota l’agricoltura sociale è però il cibo, che è il protagonista delle iniziative di valorizzazione dei prodotti locali tramite i presidi slow food, o di quelle di educazione alimentare nelle scuole.
In Olanda, l’unione di “cibo” e “sociale”, anche a causa delle ristrettezze imposte dalla crisi, sta dando vita a un innovativo modello di approvvigionamento alimentare; il parco metropolitano Park Supermarket rovescia il rapporto tra urbanizzazione e produzione di alimenti, mettendo quest’ultima al centro, e si propone come valida alternativa al monopolio delle industrie alimentari.

L’enorme successo dell’agricoltura sociale, e i vantaggi che apporta alla società, fanno sì che essa possa costituire un modello alternativo, e più sostenibile, di comunità. Gli orti urbani hanno inoltre un’importante funzione motivante per le persone, e un ruolo fondamentale nel rafforzare la loro consapevolezza nei confronti del contesto ecologico e sociale in cui vivono.

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L’austerità salva-crisi penalizza le categorie vulnerabili

sanità

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L’EMPL, la commissione per l’occupazione e gli affari sociali in Europa, è preoccupata per le conseguenze che avranno le misure di austerità adottate per arginare la crisi sulle categorie vulnerabili; al fine di risanare il loro deficit statale, alcuni paesi europei hanno infatti ridotto i servizi di assistenza ad anziani, disabili, donne, minori, e immigrati. I tagli all’offerta non hanno però bloccato la domanda, che è aumentata vertiginosamente: in Europa il numero di persone a rischio di povertà è enorme, quello dei senzatetto è in crescita, e le disuguaglianze sociali sono sempre più marcate.

Il settore socio – sanitario è stato il primo a subire tagli, e, attualmente, nell’Unione europea, gli immigrati irregolari, i lavoratori precari, e quelli occasionali sono spesso esclusi dalle tutele sanitarie. Le donne sono più svantaggiate degli uomini, in particolare quelle migranti, per le quali l’accesso alle prestazioni ginecologiche è problematico; i paesi europei dovrebbero impegnarsi maggiormente nel rafforzare le tutele per la maternità e il lavoro, e per promuovere la parità di genere.
La riduzione dei servizi sanitari si accompagna a un aumento indiscriminato dei costi di farmaci e terapie, che ha costretto molti europei a mettere in secondo piano le spese per la propria salute. I tagli al personale per l’assistenza, appesantiti da una burocrazia farraginosa e da pratiche amministrative troppo complesse, ostacolano l’accesso alle prestazioni sanitarie.

Una recente proposta di Risoluzione parlamentare ha evidenziato l’importanza della prevenzione e dell’informazione per il miglioramento delle condizioni dei più deboli e per combattere la crisi: l’Europa dovrebbe mettere da parte l’austerità ed effettuare investimenti mirati nel sociale, che garantirebbero un beneficio all’intera società.
La risoluzione è stata firmata anche dall’onorevole Tiziano Motti, che è impegnato a diffondere la conoscenza dei diritti dei cittadini tramite le attività della sua associazione Europa dei diritti. L’eurodeputato di Reggio Emilia conduce inoltre da anni una battaglia per la difesa delle categorie vulnerabili, portando avanti numerose iniziative benefiche.

Una categoria ampiamente colpita dalla crisi è quella dei disabili; la diminuzione dei servizi di supporto, che influisce negativamente sulla qualità della vita di queste persone, non è coerente con il raggiungimento del modello di autonomia prescritto nella convenzione dell’ONU, cui dovrebbe sottostare l’Europa.
La riduzione degli investimenti nel sociale colpisce anche gli anziani; in alcuni paesi sono state eliminate le prestazioni assistenziali a lungo termine, e, quando vengono fornite, non sono del tutto gratuite. Per questo motivo, la cura di queste persone viene solitamente effettuata in modo informale da un membro della famiglia, solitamente privo di un’adeguata preparazione e delle conoscenze necessarie.
Nell’UE sono stati registrati numerosi casi di minori costretti ad occuparsi dei fratelli più piccoli o addirittura a badare a un adulto con comportamenti problematici.
I minori sono proprio tra le categorie più oppresse dalla crisi; oggi, circa un quarto di europei è a rischio di povertà ed esclusione sociale, e 25 milioni di essi sono bambini.
In alcuni paesi dell’UE non sono garantite le tutele sanitarie per i più piccoli, come ad esempio le vaccinazioni di base, e la situazione si aggrava nelle zone rurali, spesso isolate.
Infine, è allarmante il numero di episodi di discriminazione e di violenza nei confronti dei più deboli, che si accompagna a una maggiore diffusione delle idee razziste e di odio; esse sono fomentate dalla paura e dalla pressione cui sono costantemente sottoposti molti cittadini europei, e dalla concezione secondo la quale assistere i vulnerabili sarebbe inutilmente costoso.

Tiziano Motti e i Diritti degli Animali

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“L’Europa dovrebbe applicarsi con soluzioni non sanguinose per i randagi”. È quanto asserisce e si auspica l’eurodeputato Tiziano Motti, nella conferenza stampa del 19 aprile 2012 presso la sede del parlamento europeo a Strasburgo. Oggetto: Soluzioni alternative allo sterminio degli animali randagi che viene effettuato in alcuni paesi europei.

La protezione dei cani randagi e i diritti degli animali in generale occupano da sempre, per l’europarlamentare di Reggio Emilia del gruppo PPE, delegazione UDC, un posto importante nella scaletta delle priorità in favore degli interessi della comunità europea. In questa occasione, egli ha presentato coraggiosamente un video shock, senza censure, dove si disegna in tutta la sua crudezza la condizione ordinaria di diversi canili, in alcuni paesi d’Europa. Si evidenziano, inoltre, i recenti casi di violente uccisioni di massa di animali randagi, approvate incredibilmente, tra le altre, dalle autorità pubbliche di Romania, Ucraina, Spagna. Sembra che tutto avvenga con la massima naturalezza, ed è quasi un paradosso, dal momento che, ad esempio, l’Ucraina si è trovata recentemente ad essere sotto i riflettori mondiali, come organizzatrice della European Cup 2012! Un passo falso, dunque, si potrebbe dire.

Preme ricordare, tra l’altro, che Tiziano Motti è uno dei pochi deputati che si è opposto alla recente approvazione della direttiva sulla sperimentazione animale. Anche per quanto riguarda il video presentato, la cui visione è disponibile su Internet, se vogliamo lasciare alla coscienza dei singoli le implicazioni morali ad esso associate, si evidenzia invece una questione di sostanza giuridica. L’art.13 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), infatti, nell’ambito delle modifiche apportate dal Trattato di Lisbona, considera i randagi come “esseri senzienti”. Questo assunto, che ai più può sembrare quasi banale, sembra invece non essere per nulla considerato, a fronte dei molti documenti, grondanti crudeltà e dolore inflitti, diffusi dalle varie organizzazioni per la tutela del benessere degli animali.

Tali misure drasticamente ‘risolutive’ o ‘precauzionali’, in realtà, non sarebbero necessarie. La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, del 13 novembre 1987, aveva già indicato la sterilizzazione come metodo efficace per prevenire la riproduzione incontrollata delle bestie a piede libero. Se non tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno firmato questa convenzione, è certo che tutti hanno firmato e ratificato il trattato di Lisbona. “Circa 120 milioni di randagi in Europa stanno diventando facile preda per la sperimentazione sugli animali a fini scientifici”, ribadisce Motti, “e solo l’adozione di strategie politiche comunitarie può tenere il fenomeno sotto controllo”. Propositi e obiettivi? L’applicazione di misure di prevenzione per la sterilizzazione, che tutti gli Stati dovranno adottare sotto la pressione dell’opinione pubblica, e l’apertura di una procedura di infrazione.

Guida del Cittadino

Esaminiamo in che cosa consiste realmente la Guida del Cittadino, vero fiore all’occhiello dell’attività di Tiziano Motti editore. Cominciamo col dire che sono prodotte dal gruppo Guide Italia Srl, società che faceva parte di Unimedia Group (ora gruppo Unica) e che ha sede a Reggio Emilia. L’azienda, che annovera tra le sue pubblicazioni anche Guida Più e Noi Cittadini, fa capo, naturalmente, allo stesso imprenditore nonché europarlamentare emiliano, e alla moglie Stefania Bigliardi.

Siamo nel campo dell’editoria specializzata, al servizio di cittadini, istituzioni pubbliche e imprese. Si promuovono Guide informative, distribuite gratuitamente alle famiglie di circa 450 Comuni del nord e centro Italia, tra Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Toscana, Piemonte, Trentino e Friuli, un po’ come avviene per le Pagine Gialle, e dedicate ai diritti e ai servizi per i cittadini. La collana è diretta da Maurizio Costanzo, che collabora in prima persona nella stesura di alcuni testi. Motti ricorda con un sorriso gli inizi negli anni ‘90, caratterizzati da un grande entusiasmo e spirito di iniziativa, nonché da un forte lavoro di squadra con la donna che poi ha sposato, e con la quale ha costruito dal nulla una realtà di successo: “È con Stefania che abbiamo ideato questa attività. Andavamo in comune a Reggio Emilia a prendere le informazioni che ci servivano per la guida, parlavamo con gli inserzionisti pubblicitari; poi tornavamo a casa e scrivevamo i testi nel salotto di casa, li impaginavamo. Insomma, facevamo tutto da soli”.

Le Guide contengono, dunque, informazioni utili e pratiche per i cittadini, reperite da fonti ufficiali accreditate, e vengono personalizzate a seconda della città in cui sono distribuite, per diventare un fermo punto di riferimento riguardo alle offerte sul territorio. Al loro interno, infatti, sono indicati i servizi a disposizione e, naturalmente, i modi per far valere i propri diritti, argomento che all’eurodeputato dell’UDC sta molto a cuore, tanto da caratterizzare anche gran parte della sua attività politica a Bruxelles e Strasburgo. Esistono così tre tipi di guide, come abbiamo accennato sopra, che variano di luogo in luogo. Guida Più è adatta a città con particolare afflusso di turisti, come possono essere i Comuni situati in riviera o intorno ai laghi, e contiene l’elenco dei residenti e delle attività commerciali, oltre a particolari informazioni di interesse turistico. Noi Cittadini, è incentrata maggiormente sui servizi e sui diritti delle persone.

La Guida del Cittadino, invece, la pubblicazione forse più completa e di rilievo, contiene un elenco telefonico particolarmente strutturato delle attività economiche della zona, e l’apporto, inoltre, di un intervento del prof.Veronesi su argomenti e informazioni riguardanti la salute. La Fondazione Umberto Veronesi, infatti, è partner del progetto editoriale. Un capitolo, infine, è dedicato ai diritti dei cittadini, e fino a qualche tempo fa godeva della consulenza di Antonio Lubrano. Importante è segnalare l’adesione del Capo dello Stato, della Polizia di Stato, oltre al patrocinio di numerosi Comuni, Amministrazioni Pubbliche e Associazioni.

Per quanto riguarda, invece, l’annosa polemica a proposito dell’inserimento di pubblicità elettorale nelle pubblicazioni, nel periodo della candidatura al parlamento europeo, così ha risposto lo stesso Tiziano Motti, nel corso di un’intervista a “Il Giornale del Friuli”: “Già, pubblicità pre-elettorale. In realtà, senza alcun simbolo, e questo basterebbe per chiudere la vicenda. Le guide sono un ottimo veicolo commerciale, e io mi sono comportato esattamente come chi ha un negozio e fa pubblicità. Io ho fatto pubblicità a me stesso, pagandola a tariffario, e questo fatto non intacca il valore delle Guide e la loro utilità. Anche un bambino capisce che sono gli enti ad aver patrocinato la pubblicazione, e non certo Tiziano Motti. Insomma, è una polemica costruita sul nulla e, almeno in certi casi – parlo di qualche Comune, non delle istituzioni nazionali -, per ragioni politiche di bottega”.