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Save the Children lancia l’allarme: in Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà

L’Italia è uno dei peggiori paesi d’Europa per quanto concerne la tutela dei diritti dei minori. E’ quanto riporta l’ultimo rapporto di Save the Children, che descrive le condizioni di vita precarie in cui vertono migliaia di bambini nel nostro paese.
In quanto stato membro dell’Unione Europea , l’Italia dovrebbe vigilare sulla tutela dei diritti dell’infanzia, che sono parte integrante dei diritti dell’uomo, ma essa non adempie ai suoi doveri.
Nel nostro paese, infatti, si calpestano quotidianamente le esigenze fondamentali di moltissimi bambini, ai quali non viene garantita un’alimentazione adeguata, né tantomeno il diritto alla salute e all’istruzione, precludendo dunque loro la possibilità di trascorrere un’infanzia serena.
L’eurodeputato Tiziano Motti è impegnato da anni nella battaglia per la difesa dei diritti dei minori, tramite la sua associazione Europa dei Diritti, la quale ha lo scopo di tutelare le categorie svantaggiate e mediante la sua attività politica.
L’europarlamentare ha inoltre ottenuto dal Parlamento Europeo l’approvazione di una risoluzione per la messa in atto di un sistema informatico volto a proteggere i bambini dal pericolo della pedopornografia online, che è un problema ampiamente diffuso nei territori dell’UE .

Non è un paese per bambini
Secondo l’ultimo rapporto di Save the Children, Allarme infanzia, in questo momento l’Italia è uno dei paesi peggiori d’Europa in cui essere bambini, con 720mila minori che vivono in assoluta povertà. In termini pratici,

significa che questi bambini non hanno abbastanza da mangiare, non usufruiscono dell’assistenza sanitaria di base, compresi i vaccini più importanti e i controlli all’udito e alla vista. Inoltre in molti casi non vanno a scuola o se ci vanno sono troppo affamati o turbati per concentrarsi. Significa anche che non vivono la loro infanzia come dovrebbero poter fare, perché sono troppo occupati a sopravvivere. L’ultimo rapporto di Save the Children per l’Italia è a dir poco deprimente.

Il 20 maggio l’ong ha organizzato manifestazioni di protesta in sedici città, facendo sfilare i bambini davanti ad alcuni dei più importanti monumenti del paese. Davanti alla torre di Pisa portavano sagome di cartone di bambini a rappresentare la generazione perduta del paese e cartelli con scritte come “Ci avete rubato il futuro” e “Ci state rubando il cibo”. L’iniziativa, che continuerà fino al 5 giugno con manifestazioni di sensibilizzazione in tutto il paese, vuole essere un campanello d’allarme per i politici. Gli organizzatori sostengono che se non si interverrà al più presto, un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti italiani rischierà di avere un futuro senza speranza.

L’Italia è molto al di sotto della media europea in base ai dodici indicatori socioeconomici standard per l’infanzia. Tra questi ci sono il livello di nutrizione, l’accesso regolare all’istruzione, l’inclusione sociale, le condizioni economiche generali e le opportunità di lavoro future. In Europa, solo la Grecia e la Bulgaria hanno una situazione peggiore. “Siamo preoccupati per il futuro dei bambini di questo paese”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “In base a tutti gli indicatori, le prospettive dei ragazzi italiani sono estremamente negative”.

La crisi economica complica le cose. Il rapporto di Save the Children denuncia un preoccupante tasso di abbandono scolastico, il che significa che la crisi attuale si ripercuoterà anche nei prossimi anni, quando i bambini italiani diventeranno adulti e rischieranno di essere poco istruiti e senza alcuna specializzazione. Un ragazzo su cinque – il 18 per cento degli adolescenti – lascia la scuola dopo le

medie, intorno ai 14 anni, per andare a lavorare nel mercato nero o nell’azienda di famiglia, o per occuparsi dei fratelli più piccoli, per permettere ai genitori di guadagnarsi da vivere. La media europea è del 10 per cento. A volte lasciano la scuola perché i genitori non riescono più a pagare i libri, i pasti e il trasporto o

peggio ancora perché si vergognano di non avere vestiti e scarpe adeguati. Tra quelli che completano il corso di studi superiore, solo una minima parte, meno del 30 per cento, si iscrive all’università. E se riescono a finire l’università, devono affrontare un tasso di disoccupazione che per i laureati è intorno al 40 per cento. Alla luce di queste statistiche, non c’è da stupirsi se, a livello di opportunità educative, l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa, seguita solo da Malta, Portogallo e Spagna. Ma forse la cosa più grave che emerge dal rapporto di Save the Children è che lo stato italiano ha praticamente abbandonato i suoi giovani.

L’Italia è ventiduesima su 27 nella lista degli stati che non garantiscono servizi adeguati per i bambini. Solo due su dieci frequentano nidi e asili pubblici, per cui spesso i genitori non possono lavorare perché devono occuparsi di loro. A parte i

servizi, in Italia stanno diminuendo anche i parchi giochi e gli spazi verdi a causa della cementificazione dovuta all’espansione delle industrie. Save the Children calcola che sette bambini italiani su cento crescono vicino a fabbriche inquinanti. E quando ci sono i servizi, spesso le famiglie sono troppo povere per offrire ai loro figli le opportunità più basilari. Nell’ultimo anno, quasi il 20 per cento di loro non è mai stato al cinema, e

più del 25 per cento non pratica nessuno sport, anche perché la crisi ha costretto le scuole a tagliare i programmi sportivi. Più del 33 per cento dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni non ha mai usato internet e quasi il 36 per cento non ha mai usato un computer. Ma la cosa più grave è che il 39,5 per cento non ha mai letto un libro. Save the Children, e altre ong, hanno avviato una serie di iniziative di base nelle città più povere. In alcuni casi, come a Bari, offrono assistenza gratuita ai bambini per permettere alle madri di cercare un lavoro. Altri programmi mirano alla costruzione di parchi giochi nei quartieri dove i ragazzi che non vanno a scuola possano incontrarsi e socializzare, per sviluppare le capacità linguistiche e aprirsi a nuove idee.

In Italia si moltiplicano le iniziative per insegnare ai genitori come nutrire correttamente i bambini anche con risorse limitate. Save the Children ha chiesto ai genitori di scrivere un messaggio sul futuro dei loro figli da postare sul sito della campagna. Uno dei più commoventi recita: “I bambini sono le creature più pure che esistono…hanno diritto di vivere in pace e, soprattutto, noi abbiamo il diritto di fare l’impossibile per realizzare i loro sogni”. Purtroppo, in alcune zone d’Italia, sopravvivere all’infanzia è diventato l’ostacolo più difficile da superare.

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