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TITOLI TRASH E RISARCIMENTI — Tiziano Motti

 

L’europarlamentare On. Tiziano Motti da anni difende i cittadini risparmiatori che sono stati ingannati e truffati dal sistema bancario nel caso di investimenti in fondi trash e titoli azionari senza fondamentali reali. Segui Tiziano Motti su http://www.europadeidiritti.it

NONOSTANTE TUTTO

Tiziano Motti

Tiziano Motti

 

 

L’europarlamentare On. Tiziano Motti ci spiega alcuni dettagli sui prezzi dei prodotti di prima necessità in un ottica di libero mercato (se fosse veramente libero da lobbies e cartelli..), e gli accorgimenti pratici per aiutarci ad uscire dalla crisi.

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ICE112 – Tiziano Motti

i.c.e.112

i.c.e.112

http://www.youtube.com/watch?v=y3hS7Uz0sQs

Il numero di emergenza Europeo 112 spiegato dall’eurodeputato Tiziano Motti, che tramite la sua associazione “Europa dei Diritti” e la Fondazione Tiziano Motti, svolge da tempo un’attività di informazione e di aiuto ai cittadini, per quanto concerne i loro diritti e i servizi a loro disposizione sul territorio.

 

L’austerità salva-crisi penalizza le categorie vulnerabili

sanità

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L’EMPL, la commissione per l’occupazione e gli affari sociali in Europa, è preoccupata per le conseguenze che avranno le misure di austerità adottate per arginare la crisi sulle categorie vulnerabili; al fine di risanare il loro deficit statale, alcuni paesi europei hanno infatti ridotto i servizi di assistenza ad anziani, disabili, donne, minori, e immigrati. I tagli all’offerta non hanno però bloccato la domanda, che è aumentata vertiginosamente: in Europa il numero di persone a rischio di povertà è enorme, quello dei senzatetto è in crescita, e le disuguaglianze sociali sono sempre più marcate.

Il settore socio – sanitario è stato il primo a subire tagli, e, attualmente, nell’Unione europea, gli immigrati irregolari, i lavoratori precari, e quelli occasionali sono spesso esclusi dalle tutele sanitarie. Le donne sono più svantaggiate degli uomini, in particolare quelle migranti, per le quali l’accesso alle prestazioni ginecologiche è problematico; i paesi europei dovrebbero impegnarsi maggiormente nel rafforzare le tutele per la maternità e il lavoro, e per promuovere la parità di genere.
La riduzione dei servizi sanitari si accompagna a un aumento indiscriminato dei costi di farmaci e terapie, che ha costretto molti europei a mettere in secondo piano le spese per la propria salute. I tagli al personale per l’assistenza, appesantiti da una burocrazia farraginosa e da pratiche amministrative troppo complesse, ostacolano l’accesso alle prestazioni sanitarie.

Una recente proposta di Risoluzione parlamentare ha evidenziato l’importanza della prevenzione e dell’informazione per il miglioramento delle condizioni dei più deboli e per combattere la crisi: l’Europa dovrebbe mettere da parte l’austerità ed effettuare investimenti mirati nel sociale, che garantirebbero un beneficio all’intera società.
La risoluzione è stata firmata anche dall’onorevole Tiziano Motti, che è impegnato a diffondere la conoscenza dei diritti dei cittadini tramite le attività della sua associazione Europa dei diritti. L’eurodeputato di Reggio Emilia conduce inoltre da anni una battaglia per la difesa delle categorie vulnerabili, portando avanti numerose iniziative benefiche.

Una categoria ampiamente colpita dalla crisi è quella dei disabili; la diminuzione dei servizi di supporto, che influisce negativamente sulla qualità della vita di queste persone, non è coerente con il raggiungimento del modello di autonomia prescritto nella convenzione dell’ONU, cui dovrebbe sottostare l’Europa.
La riduzione degli investimenti nel sociale colpisce anche gli anziani; in alcuni paesi sono state eliminate le prestazioni assistenziali a lungo termine, e, quando vengono fornite, non sono del tutto gratuite. Per questo motivo, la cura di queste persone viene solitamente effettuata in modo informale da un membro della famiglia, solitamente privo di un’adeguata preparazione e delle conoscenze necessarie.
Nell’UE sono stati registrati numerosi casi di minori costretti ad occuparsi dei fratelli più piccoli o addirittura a badare a un adulto con comportamenti problematici.
I minori sono proprio tra le categorie più oppresse dalla crisi; oggi, circa un quarto di europei è a rischio di povertà ed esclusione sociale, e 25 milioni di essi sono bambini.
In alcuni paesi dell’UE non sono garantite le tutele sanitarie per i più piccoli, come ad esempio le vaccinazioni di base, e la situazione si aggrava nelle zone rurali, spesso isolate.
Infine, è allarmante il numero di episodi di discriminazione e di violenza nei confronti dei più deboli, che si accompagna a una maggiore diffusione delle idee razziste e di odio; esse sono fomentate dalla paura e dalla pressione cui sono costantemente sottoposti molti cittadini europei, e dalla concezione secondo la quale assistere i vulnerabili sarebbe inutilmente costoso.

WE WRITE 2013 – Fondazione Tiziano Motti

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http://www.youtube.com/watch?v=T3jAErhoeSA&feature=youtu.be

 

We Write 2013, lo speciale sul concorso per i nuovi talenti del giornalismo e della scrittura è disponibile per web e Tv 

Reggio Emilia/Bruxelles
21 giugno 2013:  L’Onorevole Tiziano Motti, eurodeputato del Partito Popolare Europeo, personalmente e tramite la Fondazione Tiziano Motti, ha erogato nei giorni scorsi sei borse di studio al termine di un premio letterario, da lui stesso organizzato, che ha coinvolto 20 istituti superiori e 25 mila studenti emiliani, per aiutare ragazzi che abbiano il desiderio di realizzarsi nel giornalismo e nella scrittura. Una giuria composta da giornalisti professionisti tra i quali spiccano i nomi di Maurizio Costanzo e Andrea Pamparana ha attribuito un giudizio a tutti i lavori raccolti, decretando sei vincitori. Gli elaborati sono stati in seguito pubblicati in Internet (www.4minuti.it) al fine di raccogliere anche il contributo della “giuria popolare” costituita dai giovani e meno giovani utenti della rete. I titoli scelti dagli studenti per la prova spaziavano dal rapporto con gli adulti, alla fiducia nelle opportunità offerte dalla realtà post-scolastica, alla raccolta di veri e propri progetti per costruire un futuro migliore. L’iniziativa ha permesso all’On. Motti di erogare complessivamente novemila euro ai giovani e alle due associazioni partner dell’iniziativa: Telefono Azzurro Onlus e Fondazione Umberto Veronesi.

Il premio letterario, denominato “We Write 2013” si inserisce nel progetto “Rete per i giovani”, con cui il giovane eurodeputato Tiziano Motti individua e promuove nel suo territorio di elezione attività dedicate ai più giovani. Motti si è distinto a Bruxelles per le iniziative promosse in tutela dei minori, delle donne, della piccola impresa e degli animali, per i quali ha ottenuto l’anno scorso la nomination per il MEP Award di parlamentare dell’anno.

Malnutrizione e obesità: il paradosso del nostro secolo

La FAO chiede ai governi di tutto il mondo di investire nell’educazione alimentare: i costi sanitari relativi alla malnutrizione e all’obesità sono diventati insostenibili.
Il panorama dipinto dal recente report The State of Food and Agriculture-Sofa 2013, sul trend alimentare del mondo, è surreale. Il nostro pianeta è teatro di un enorme paradosso: ci sono circa 2 miliardi di persone malnutrite e quasi altrettante – ovvero 1,4 miliardi – sovralimentate, tra le quali circa 500 milioni sono obese.
Sono particolarmente allarmanti i dati inerenti alla malnutrizione dei bambini: circa il 26% di quelli sotto i cinque anni sono rachitici e hanno disturbi della crescita, mentre circa il 31% soffre di carenza di vitamina A.

Oltre a riflettere sui gravissimi danni causati da uno scorretto modo di nutrirsi, occorre pensare anche al peso economico di queste aberrazioni alimentari. Secondo la FAO, i costi economici e sociali per mantenere questo assurdo numero di persone che non mangiano in modo corretto, rappresentano circa il 5% del prodotto interno lordo globale, ossia 3500 miliardi di dollari.
In molti paesi, come ad esempio gli USA, – ma non solo, visti i recenti dati sullo Sri Lanka – e nella stessa Italia, l’obesità e il diabete sono diventati i mali del secolo, molto più diffusi e difficilmente curabili di altre malattie ben  più gravi. Questo avviene perché essi si annidano in profondità nell’essere umano, entrando silenziosamente a far parte di lui, giorno dopo giorno, a causa delle errate abitudini alimentari e di vita.
Eppure, sottolinea la FAO, basterebbe davvero poco per rimediare:  i costi di un progetto di educazione alimentare sarebbero irrisori per il governo di un paese, rispetto a quelli spesi attualmente per la cura di queste due malattie.

L’eurodeputato Tiziano Motti conduce da anni un’intensa attività di informazione e sensibilizzazione sui vantaggi di una corretta alimentazione. Tramite la sua associazione Europa dei Diritti, l’europarlamentare diffonde i diritti alimentari dei cittadini, come ad esempio quello relativo alla conoscenza delle etichette alimentari.
Secondo Motti, i cittadini correttamente informati sono più attenti a ciò che acquistano e mangiano, e sviluppano, quindi, una maggiore consapevolezza alimentare.

Le proposte del Sofa vanno nella stessa direzione. Il report sostiene che, al fine di eliminare gli effetti della malnutrizione  e dell’obesità, è necessaria una dieta equilibrata e soprattutto sana: come ricorda la FAO, sarebbe indispensabile nutrirsi con alimenti di qualità, ossia prodotti in modo sostenibile. Questo comporterebbe lo sviluppo di migliori sistemi alimentari, che implicano un limitato utilizzo di pesticidi e diserbanti chimici e di OGM, e veicolano, al contrario, la varietà dei prodotti agricoli e metodi di coltura che rispettano i tempi di attività e riposo del terreno.
Il Sofa mette l’accento anche sull’effettivo risparmio globale che si potrebbe ottenere sostituendo il cibo scadente con cibo di qualità. La cultura del risparmio, che si è diffusa a seguito della crisi, ha invece condotto molte persone a prediligere cibi di scarso valore nutrizionale e prezzo più basso. Esse non pensano, però, al fatto che per ottenere un’adeguata dose di elementi nutritivi da questo tipo di alimenti, dovranno raddoppiare la quantità da acquistare.

Quello appena descritto è anche il trend alimentare del nostro paese.
Il diminuito consumo di frutta e verdura, divenute troppo care per le tasche degli italiani, gli ha spinti ad optare verso alimenti più scadenti e meno  nutrienti. La loro alimentazione, come quella del resto del mondo, è influenzata dall’industria alimentare: si basa quindi soprattutto su prodotti e sottoprodotti di allevamenti intensivi e di monocolture di grano e mais.
Gli alimenti da essi privilegiati sono ad alto indice glicemico, come ad esempio gli zuccheri e le farine raffinate; sono inoltre ricchi di grassi e di sale. Nelle loro tavole scarseggiano la qualità e la varietà dei cibi, a fronte di un’alimentazione piatta e ripetitiva.
L’inevitabile conseguenza di queste scelte poco sagge è l’obesità: da una ricerca effettuata dalla Coldiretti emerge che attualmente circa il 10% degli italiani è obeso, mentre il 40% è in sovrappeso.
Ad essa è correlata una malattia che si sta diffondendo sempre più: il diabete di tipo 2. Questa patologia, che solitamente sorge con l’avanzare dell’età, oggi invece si sta presentando precocemente e addirittura nei bambini. Essi, infatti, come gli adulti, – il loro principale modello alimentare, insieme ai messaggi sul cibo veicolati dagli spot pubblicitari – sono sempre più  a rischio di obesità e diabete; molti di loro, anzi, ne sono già affetti.

Save the Children lancia l’allarme: in Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà

L’Italia è uno dei peggiori paesi d’Europa per quanto concerne la tutela dei diritti dei minori. E’ quanto riporta l’ultimo rapporto di Save the Children, che descrive le condizioni di vita precarie in cui vertono migliaia di bambini nel nostro paese.
In quanto stato membro dell’Unione Europea , l’Italia dovrebbe vigilare sulla tutela dei diritti dell’infanzia, che sono parte integrante dei diritti dell’uomo, ma essa non adempie ai suoi doveri.
Nel nostro paese, infatti, si calpestano quotidianamente le esigenze fondamentali di moltissimi bambini, ai quali non viene garantita un’alimentazione adeguata, né tantomeno il diritto alla salute e all’istruzione, precludendo dunque loro la possibilità di trascorrere un’infanzia serena.
L’eurodeputato Tiziano Motti è impegnato da anni nella battaglia per la difesa dei diritti dei minori, tramite la sua associazione Europa dei Diritti, la quale ha lo scopo di tutelare le categorie svantaggiate e mediante la sua attività politica.
L’europarlamentare ha inoltre ottenuto dal Parlamento Europeo l’approvazione di una risoluzione per la messa in atto di un sistema informatico volto a proteggere i bambini dal pericolo della pedopornografia online, che è un problema ampiamente diffuso nei territori dell’UE .

Non è un paese per bambini
Secondo l’ultimo rapporto di Save the Children, Allarme infanzia, in questo momento l’Italia è uno dei paesi peggiori d’Europa in cui essere bambini, con 720mila minori che vivono in assoluta povertà. In termini pratici,

significa che questi bambini non hanno abbastanza da mangiare, non usufruiscono dell’assistenza sanitaria di base, compresi i vaccini più importanti e i controlli all’udito e alla vista. Inoltre in molti casi non vanno a scuola o se ci vanno sono troppo affamati o turbati per concentrarsi. Significa anche che non vivono la loro infanzia come dovrebbero poter fare, perché sono troppo occupati a sopravvivere. L’ultimo rapporto di Save the Children per l’Italia è a dir poco deprimente.

Il 20 maggio l’ong ha organizzato manifestazioni di protesta in sedici città, facendo sfilare i bambini davanti ad alcuni dei più importanti monumenti del paese. Davanti alla torre di Pisa portavano sagome di cartone di bambini a rappresentare la generazione perduta del paese e cartelli con scritte come “Ci avete rubato il futuro” e “Ci state rubando il cibo”. L’iniziativa, che continuerà fino al 5 giugno con manifestazioni di sensibilizzazione in tutto il paese, vuole essere un campanello d’allarme per i politici. Gli organizzatori sostengono che se non si interverrà al più presto, un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti italiani rischierà di avere un futuro senza speranza.

L’Italia è molto al di sotto della media europea in base ai dodici indicatori socioeconomici standard per l’infanzia. Tra questi ci sono il livello di nutrizione, l’accesso regolare all’istruzione, l’inclusione sociale, le condizioni economiche generali e le opportunità di lavoro future. In Europa, solo la Grecia e la Bulgaria hanno una situazione peggiore. “Siamo preoccupati per il futuro dei bambini di questo paese”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “In base a tutti gli indicatori, le prospettive dei ragazzi italiani sono estremamente negative”.

La crisi economica complica le cose. Il rapporto di Save the Children denuncia un preoccupante tasso di abbandono scolastico, il che significa che la crisi attuale si ripercuoterà anche nei prossimi anni, quando i bambini italiani diventeranno adulti e rischieranno di essere poco istruiti e senza alcuna specializzazione. Un ragazzo su cinque – il 18 per cento degli adolescenti – lascia la scuola dopo le

medie, intorno ai 14 anni, per andare a lavorare nel mercato nero o nell’azienda di famiglia, o per occuparsi dei fratelli più piccoli, per permettere ai genitori di guadagnarsi da vivere. La media europea è del 10 per cento. A volte lasciano la scuola perché i genitori non riescono più a pagare i libri, i pasti e il trasporto o

peggio ancora perché si vergognano di non avere vestiti e scarpe adeguati. Tra quelli che completano il corso di studi superiore, solo una minima parte, meno del 30 per cento, si iscrive all’università. E se riescono a finire l’università, devono affrontare un tasso di disoccupazione che per i laureati è intorno al 40 per cento. Alla luce di queste statistiche, non c’è da stupirsi se, a livello di opportunità educative, l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa, seguita solo da Malta, Portogallo e Spagna. Ma forse la cosa più grave che emerge dal rapporto di Save the Children è che lo stato italiano ha praticamente abbandonato i suoi giovani.

L’Italia è ventiduesima su 27 nella lista degli stati che non garantiscono servizi adeguati per i bambini. Solo due su dieci frequentano nidi e asili pubblici, per cui spesso i genitori non possono lavorare perché devono occuparsi di loro. A parte i

servizi, in Italia stanno diminuendo anche i parchi giochi e gli spazi verdi a causa della cementificazione dovuta all’espansione delle industrie. Save the Children calcola che sette bambini italiani su cento crescono vicino a fabbriche inquinanti. E quando ci sono i servizi, spesso le famiglie sono troppo povere per offrire ai loro figli le opportunità più basilari. Nell’ultimo anno, quasi il 20 per cento di loro non è mai stato al cinema, e

più del 25 per cento non pratica nessuno sport, anche perché la crisi ha costretto le scuole a tagliare i programmi sportivi. Più del 33 per cento dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni non ha mai usato internet e quasi il 36 per cento non ha mai usato un computer. Ma la cosa più grave è che il 39,5 per cento non ha mai letto un libro. Save the Children, e altre ong, hanno avviato una serie di iniziative di base nelle città più povere. In alcuni casi, come a Bari, offrono assistenza gratuita ai bambini per permettere alle madri di cercare un lavoro. Altri programmi mirano alla costruzione di parchi giochi nei quartieri dove i ragazzi che non vanno a scuola possano incontrarsi e socializzare, per sviluppare le capacità linguistiche e aprirsi a nuove idee.

In Italia si moltiplicano le iniziative per insegnare ai genitori come nutrire correttamente i bambini anche con risorse limitate. Save the Children ha chiesto ai genitori di scrivere un messaggio sul futuro dei loro figli da postare sul sito della campagna. Uno dei più commoventi recita: “I bambini sono le creature più pure che esistono…hanno diritto di vivere in pace e, soprattutto, noi abbiamo il diritto di fare l’impossibile per realizzare i loro sogni”. Purtroppo, in alcune zone d’Italia, sopravvivere all’infanzia è diventato l’ostacolo più difficile da superare.