Archivi tag: economia condivisa

Economia condivisa: quando i beni, gli spazi, e il tempo sono in comune

sharing economy

sharing economy

Il 2014 sarà l’anno della sharing-economy per il nostro paese, come si evince dalla velocità con la quale essa si sta imponendo sul mercato italiano, e dal numero di utenti che stanno contribuendo con entusiasmo a farla crescere.
L’economia condivisa è un ottimo modo per eliminare gli sprechi, in particolare quelli alimentari. A tal proposito, si possono annoverare gli esempi virtuosi della Germania e della Finlandia, che promuovono il food-sharing, e del Belgio, nel quale, per legge, il cibo invenduto dai supermercati deve essere donato alle associazioni di volontariato.
Il consumo collaborativo si sta allargando a molti altri settori, in particolare quello dei beni e degli spazi, e coincide con stili di vita sostenibili, come, ad esempio avviene per il car-sharing nelle grandi città. L’auto condivisa è utilizzata anche per ridurre i costi dei viaggi a lunga percorrenza, e consiste nel prenotare attraverso il web il proprio passaggio, viaggiando con il guidatore, e altri passeggeri.

In Italia sta prendendo piede anche la condivisione degli spazi, tramite il co-housing e il co-working. I progetti di co-abitazione ruotano intorno a nuclei abitativi occupati da famiglie e singoli che sono uniti dal desiderio di vivere in uno spazio sicuro, e in un contesto di solidarietà reciproca. La co-abitazione riguarda spesso un semplice rapporto di scambio, ovvero si offre ospitalità in cambio di aiuto nella gestione di una fattoria o di un agriturismo; l’obiettivo di questa scelta è il risparmio ma, soprattutto, il recupero di un contatto autentico con gli altri, e con la natura.
Il co-working è invece un’ottima soluzione per risparmiare sulle spese di gestione di un ufficio, in primis l’affitto. I coworkers sono solitamente i creativi, i freelance in genere, e le start-up.

Il consumo collaborativo può inoltre essere correlato ad un progetto di cittadinanza attiva, come nel caso della Banca del tempo, un’associazione basata su reti di relazioni e di saperi condivisi. I soci si scambiano ore “virtualmente monetizzate” del loro tempo, che corrispondono a crediti o debiti, e vengono utilizzate per fornire servizi di ogni tipo, dai corsi di cucina alle ripetizioni, fino al volontariato per l’associazione stessa.
L’esperienza italiana delle banche, nate in Emilia Romagna negli anni ’90, si differenzia da quella dell’Europa del nord, nella quale sono state ideate per far fronte alla crisi economica, ed è piuttosto fondata su principi di costruzione di legami sociali basati sulla parità e reciprocità, e su una riflessione sul ruolo delle donne nella società e nel lavoro.
Le iniziative di partecipazione attiva alla vita sociale sono molto importanti anche per l’onorevole Tiziano Motti. L’eurodeputato del PPE è impegnato a far conoscere i diritti dei cittadini con le attività del progetto editoriale di comunicazione sociale Noicittadini, e le sue guide ai servizi per i cittadini e le imprese.

I progetti di condivisione possono infine creare reti di solidarietà tra vicini di casa, e abitanti della stessa strada: è il caso del social-street, nato a Bologna lo scorso anno attraverso Facebook. L’iniziativa sfrutta le potenzialità “virali” del web per tessere tra le persone un legame virtuale di appartenenza ad uno stesso luogo, che si concretizza in pochissimo tempo nella vita reale; il fine è quello di rafforzare la partecipazione alla vita di quartiere, e di far sentire le persone che vi abitano meno sole, e più sicure.

Annunci