Archivi tag: diritti dei minori

Viaggiare Tranquilli

viaggiare.tranquilli

 

VIAGGIARE TRANQUILLI

Video : http://www.youtube.com/watch?v=kpGE8XAPPVM

 

Tiziano Motti da sempre un riferimento per la tutela dei diritti dei cittadini e consumatori, ci spiega cosa fare in caso di problemi durante i viaggi organizzati a pacchetto.
Tiziano Motti, l’europarlamentare reggiano che difende i tuoi diritti.

Annunci

WE WRITE 2013 – Fondazione Tiziano Motti

maxresdefault

Video caricato

http://www.youtube.com/watch?v=T3jAErhoeSA&feature=youtu.be

 

We Write 2013, lo speciale sul concorso per i nuovi talenti del giornalismo e della scrittura è disponibile per web e Tv 

Reggio Emilia/Bruxelles
21 giugno 2013:  L’Onorevole Tiziano Motti, eurodeputato del Partito Popolare Europeo, personalmente e tramite la Fondazione Tiziano Motti, ha erogato nei giorni scorsi sei borse di studio al termine di un premio letterario, da lui stesso organizzato, che ha coinvolto 20 istituti superiori e 25 mila studenti emiliani, per aiutare ragazzi che abbiano il desiderio di realizzarsi nel giornalismo e nella scrittura. Una giuria composta da giornalisti professionisti tra i quali spiccano i nomi di Maurizio Costanzo e Andrea Pamparana ha attribuito un giudizio a tutti i lavori raccolti, decretando sei vincitori. Gli elaborati sono stati in seguito pubblicati in Internet (www.4minuti.it) al fine di raccogliere anche il contributo della “giuria popolare” costituita dai giovani e meno giovani utenti della rete. I titoli scelti dagli studenti per la prova spaziavano dal rapporto con gli adulti, alla fiducia nelle opportunità offerte dalla realtà post-scolastica, alla raccolta di veri e propri progetti per costruire un futuro migliore. L’iniziativa ha permesso all’On. Motti di erogare complessivamente novemila euro ai giovani e alle due associazioni partner dell’iniziativa: Telefono Azzurro Onlus e Fondazione Umberto Veronesi.

Il premio letterario, denominato “We Write 2013” si inserisce nel progetto “Rete per i giovani”, con cui il giovane eurodeputato Tiziano Motti individua e promuove nel suo territorio di elezione attività dedicate ai più giovani. Motti si è distinto a Bruxelles per le iniziative promosse in tutela dei minori, delle donne, della piccola impresa e degli animali, per i quali ha ottenuto l’anno scorso la nomination per il MEP Award di parlamentare dell’anno.

Save the Children lancia l’allarme: in Italia 1 bambino su 3 è a rischio povertà

L’Italia è uno dei peggiori paesi d’Europa per quanto concerne la tutela dei diritti dei minori. E’ quanto riporta l’ultimo rapporto di Save the Children, che descrive le condizioni di vita precarie in cui vertono migliaia di bambini nel nostro paese.
In quanto stato membro dell’Unione Europea , l’Italia dovrebbe vigilare sulla tutela dei diritti dell’infanzia, che sono parte integrante dei diritti dell’uomo, ma essa non adempie ai suoi doveri.
Nel nostro paese, infatti, si calpestano quotidianamente le esigenze fondamentali di moltissimi bambini, ai quali non viene garantita un’alimentazione adeguata, né tantomeno il diritto alla salute e all’istruzione, precludendo dunque loro la possibilità di trascorrere un’infanzia serena.
L’eurodeputato Tiziano Motti è impegnato da anni nella battaglia per la difesa dei diritti dei minori, tramite la sua associazione Europa dei Diritti, la quale ha lo scopo di tutelare le categorie svantaggiate e mediante la sua attività politica.
L’europarlamentare ha inoltre ottenuto dal Parlamento Europeo l’approvazione di una risoluzione per la messa in atto di un sistema informatico volto a proteggere i bambini dal pericolo della pedopornografia online, che è un problema ampiamente diffuso nei territori dell’UE .

Non è un paese per bambini
Secondo l’ultimo rapporto di Save the Children, Allarme infanzia, in questo momento l’Italia è uno dei paesi peggiori d’Europa in cui essere bambini, con 720mila minori che vivono in assoluta povertà. In termini pratici,

significa che questi bambini non hanno abbastanza da mangiare, non usufruiscono dell’assistenza sanitaria di base, compresi i vaccini più importanti e i controlli all’udito e alla vista. Inoltre in molti casi non vanno a scuola o se ci vanno sono troppo affamati o turbati per concentrarsi. Significa anche che non vivono la loro infanzia come dovrebbero poter fare, perché sono troppo occupati a sopravvivere. L’ultimo rapporto di Save the Children per l’Italia è a dir poco deprimente.

Il 20 maggio l’ong ha organizzato manifestazioni di protesta in sedici città, facendo sfilare i bambini davanti ad alcuni dei più importanti monumenti del paese. Davanti alla torre di Pisa portavano sagome di cartone di bambini a rappresentare la generazione perduta del paese e cartelli con scritte come “Ci avete rubato il futuro” e “Ci state rubando il cibo”. L’iniziativa, che continuerà fino al 5 giugno con manifestazioni di sensibilizzazione in tutto il paese, vuole essere un campanello d’allarme per i politici. Gli organizzatori sostengono che se non si interverrà al più presto, un numero sempre maggiore di bambini e adolescenti italiani rischierà di avere un futuro senza speranza.

L’Italia è molto al di sotto della media europea in base ai dodici indicatori socioeconomici standard per l’infanzia. Tra questi ci sono il livello di nutrizione, l’accesso regolare all’istruzione, l’inclusione sociale, le condizioni economiche generali e le opportunità di lavoro future. In Europa, solo la Grecia e la Bulgaria hanno una situazione peggiore. “Siamo preoccupati per il futuro dei bambini di questo paese”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “In base a tutti gli indicatori, le prospettive dei ragazzi italiani sono estremamente negative”.

La crisi economica complica le cose. Il rapporto di Save the Children denuncia un preoccupante tasso di abbandono scolastico, il che significa che la crisi attuale si ripercuoterà anche nei prossimi anni, quando i bambini italiani diventeranno adulti e rischieranno di essere poco istruiti e senza alcuna specializzazione. Un ragazzo su cinque – il 18 per cento degli adolescenti – lascia la scuola dopo le

medie, intorno ai 14 anni, per andare a lavorare nel mercato nero o nell’azienda di famiglia, o per occuparsi dei fratelli più piccoli, per permettere ai genitori di guadagnarsi da vivere. La media europea è del 10 per cento. A volte lasciano la scuola perché i genitori non riescono più a pagare i libri, i pasti e il trasporto o

peggio ancora perché si vergognano di non avere vestiti e scarpe adeguati. Tra quelli che completano il corso di studi superiore, solo una minima parte, meno del 30 per cento, si iscrive all’università. E se riescono a finire l’università, devono affrontare un tasso di disoccupazione che per i laureati è intorno al 40 per cento. Alla luce di queste statistiche, non c’è da stupirsi se, a livello di opportunità educative, l’Italia è al quart’ultimo posto in Europa, seguita solo da Malta, Portogallo e Spagna. Ma forse la cosa più grave che emerge dal rapporto di Save the Children è che lo stato italiano ha praticamente abbandonato i suoi giovani.

L’Italia è ventiduesima su 27 nella lista degli stati che non garantiscono servizi adeguati per i bambini. Solo due su dieci frequentano nidi e asili pubblici, per cui spesso i genitori non possono lavorare perché devono occuparsi di loro. A parte i

servizi, in Italia stanno diminuendo anche i parchi giochi e gli spazi verdi a causa della cementificazione dovuta all’espansione delle industrie. Save the Children calcola che sette bambini italiani su cento crescono vicino a fabbriche inquinanti. E quando ci sono i servizi, spesso le famiglie sono troppo povere per offrire ai loro figli le opportunità più basilari. Nell’ultimo anno, quasi il 20 per cento di loro non è mai stato al cinema, e

più del 25 per cento non pratica nessuno sport, anche perché la crisi ha costretto le scuole a tagliare i programmi sportivi. Più del 33 per cento dei ragazzi italiani dai 6 ai 17 anni non ha mai usato internet e quasi il 36 per cento non ha mai usato un computer. Ma la cosa più grave è che il 39,5 per cento non ha mai letto un libro. Save the Children, e altre ong, hanno avviato una serie di iniziative di base nelle città più povere. In alcuni casi, come a Bari, offrono assistenza gratuita ai bambini per permettere alle madri di cercare un lavoro. Altri programmi mirano alla costruzione di parchi giochi nei quartieri dove i ragazzi che non vanno a scuola possano incontrarsi e socializzare, per sviluppare le capacità linguistiche e aprirsi a nuove idee.

In Italia si moltiplicano le iniziative per insegnare ai genitori come nutrire correttamente i bambini anche con risorse limitate. Save the Children ha chiesto ai genitori di scrivere un messaggio sul futuro dei loro figli da postare sul sito della campagna. Uno dei più commoventi recita: “I bambini sono le creature più pure che esistono…hanno diritto di vivere in pace e, soprattutto, noi abbiamo il diritto di fare l’impossibile per realizzare i loro sogni”. Purtroppo, in alcune zone d’Italia, sopravvivere all’infanzia è diventato l’ostacolo più difficile da superare.

Pedofilia online: Facebook apre i suoi archivi

Facebook apre i suoi archivi chat alla magistratura italiana per un’indagine di pedofilia online: è la prima volta che accade. L’indagato è G.P., un uomo di 50 anni condannato per adescamento di tre ragazzine di 14 anni. Il gup Andrea Salemme, che non è soddisfatto dalle indagini, inoltra una rogatoria agli Usa ottenendo, con l’aiuto dell’FBI, i file criptati contenenti le chat del pedofilo. Scopre quindi che G.P., fingendosi un quindicenne, convinceva decine di ragazzine a spogliarsi e compiere atti sessuali davanti alla web cam.

L’uomo, che era già stato arrestato per lo stesso reato, aveva chiesto di essere sottoposto alla castrazione chimica, che nel nostro paese, però, è proibita per legge. Non è stata ancora trovata, d’altra parte, una valida alternativa a questa drastica soluzione, qualcosa che sia in grado di arginare e prevenire il fenomeno della pedofilia. Infatti, se l’esplosione dell’odio nei confronti del “mostro” di turno, incarnata dai tantissimi commenti in rete contro i pedofili, è immediata, risulta al contrario molto difficile rapportarsi efficacemente e, soprattutto, legalmente, a quella che è a tutti gli effetti una malattia mentale.

L’eurodeputato Tiziano Motti, tramite le attività dell’associazione Europa dei Diritti, da lui fondata, si impegna da tempo nella difesa dei diritti dei minori.
A fronte del vuoto legislativo in merito alla pedofilia e pedopornografia online, fenomeno oggi enormemente diffuso, l’onorevole dell’UDC nel 2010 ha chiesto e ottenuto che il Parlamento Europeo approvasse una risoluzione per un sistema di allarme rapido, teso a impedire le attività online di pedofili e molestatori sessuali. L’anno seguente, l’europarlamentare insieme all’esperto di tecnologie non convenzionali Fabio Ghioni, propone allo stesso Parlamento una soluzione altamente tecnologica e sicura per effettuare indagini sui reati online: il sistema Logbox.

La tecnologia informatica ideata da Ghioni, se installata in un computer, permette la conservazione dei dati di navigazione, che vengono criptati e possono essere utilizzati come materiale di un’eventuale indagine. Il sistema è progettato in modo che possano accedere a questi dati solo tre entità, ognuna dotata di una chiave d’accesso: la polizia postale o l’autorità preposta alle indagini, un garante e l’utente. Il meccanismo è reso ancora più sicuro dal fatto che l’accesso è possibile solo tramite l’incrocio di due password su tre.

Purtroppo ad oggi, nonostante la risoluzione parlamentare sia stata pienamente approvata, il sistema non è ancora stato adottato. Questo avviene perché è molto difficile regolamentare un non-luogo virtuale come il web, tradizionalmente indipendente dai vincoli legali cui si è sottoposti nel mondo “reale”. L’assenza di una cultura basata sulla consapevolezza nell’uso della rete, nata come strumento atto a potenziare le nostre conoscenze, fa si che essa sia invece considerata alla stregua di un giocattolo. L’unica cosa che fa “drizzare le antenne” agli utenti è la paura di perdere la propria privacy.
Una delle critiche che è stata mossa a Motti e Ghioni è proprio quella relativa al controllo, tanto che LogBox è stato anche chiamato il “Grande Fratello buono”. C’è però un interessante paradosso da considerare: molti utenti che sostengono di voler gelosamente proteggere la propria riservatezza, sono i primi a mettere in piazza i fatti loro tramite le bacheche dei social network. Tra queste persone, ci sono anche genitori che utilizzano le immagini dei figli come foto profilo, immagini che potrebbero essere facilmente prelevate da un pedofilo. Questo comportamento oltre che incoerente, è soprattutto pericoloso. La potenza del lato oscuro della rete, come Ghioni lo definisce, è dunque ancora sottovalutata, e i criminali continuano a sguazzare impuniti in questo marasma pieno di illegalità.

Per questo motivo, ci auspichiamo che prima possibile venga messo in atto il sistema promosso dall’onorevole Motti e ideato da Ghioni. Nel nostro quotidiano, come cittadini, noi possiamo contribuire a tutelare i bambini dalla pedofilia, diffondendo informazione in merito e facendo sentire la nostra voce. Non fare nulla per cambiare le cose, equivale a dare il proprio silenzioso assenso.