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Ecoturismo nei parchi naturali, educazione ambientale e accessibilità

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L’offerta turistica italiana si sta ampliando grazie ai percorsi sostenibili all’interno dei numerosi parchi del territorio. L’Italia ospita infatti 24 parchi naturali nazionali, e ben 152 regionali, che comprendono 871 aree naturali protette. Le aree naturali protette, conosciute anche come “oasi” o “riserve naturali”, hanno la funzione di tutelare l’identità degli ecosistemi, di conservare gli habitat naturali, e di proteggere le specie vegetali e animali che essi ospitano.
Il patrimonio naturale delle riserve costituisce una ricchezza inestimabile, e deve quindi essere preservato; tuttavia, “preservare” non significa “occultare”, e dunque, la maggior parte delle oasi sono visitabili da moltissimi turisti, desiderosi di fare un’esperienza di viaggio più sostenibile. La crescente domanda di ecoturismo ha costituito, indirettamente, una risorsa decisiva per finanziare le aree protette; nel 2013 i parchi italiani hanno infatti registrato ben 101 milioni di presenze, con un fatturato di miliardi di euro. Si tratta del connubio vincente tra “green society” e “green economy”, e, se il turismo ambientale italiano fosse continuativamente supportato da politiche adeguate, potrebbe crescere ulteriormente, e garantire nuovi posti di lavoro nel settore.
Secondo le informazioni riportate dalla Federparchi, in molti progetti di ecoturismo delle aree protette, la parola “sostenibilità” fa rima con “accessibilità”. A differenza di quel che si pensa, l’accessibilità di uno spazio verde non si può limitare alla costruzione di rampe per agevolare lo spostamento delle sedie a rotelle, bensì deve garantire la fruibilità di uno spazio a tutti, ovvero agli anziani, ai bambini, alle persone disabilità motoria, psichica, sensoriale, ai cardiopatici, ecc. Il progetto di accessibilità “Sentieri per tutti i sensi”, realizzato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, o quello della Riserva Regionale lago di Penne “Sentiero natura, percorso vita e centro lontra fruibili dai disabili motori, percorso botanico per non vedenti”, ad esempio, sono nati con l’obiettivo di permettere a chiunque di relazionarsi efficacemente con la natura, in base alle proprie personali possibilità percettive e cognitive. L’accessibilità è importante anche per Tiziano Motti, il presidente di Europa dei diritti, che sostiene numerosi iniziative per tutelare le categorie vulnerabili, come il progetto di mobilità gratuita per aiutare i comuni italiani a colmare il vuoto nei servizi, dovuto ai tagli al settore socio-sanitario cui essi sono soggetti.
Le riserva naturali italiane sono inoltre al centro di numerosi progetti di educazione ambientale, uno strumento fondamentale per stimolare la “coscienza verde” dei cittadini. Le iniziative di EA sono basate innanzitutto sull’informazione; da questo punto di partenza, esse si articolano in proposte di tipo esperienziale, come, ad esempio, la partecipazione attiva al lavoro agricolo, o artigianale all’interno della riserva naturale. I più giovani sono coinvolti principalmente attraverso le scuole; esistono alcuni campi scuola indirizzati allo sviluppo di specifiche professionalità, come “Panta rei” del Parco del lago Trasimeno, che permette di approfondire il tema della bioedilizia, oppure il percorso tematico “I paesaggi dell’uomo” del Parco Nazionale delle Cinque Terre, nel quale si apprendono le caratteristiche di un ambiente antropizzato, e dei nuovi equilibri ecosistemici che si vengono a creare a seguito dell’intervento umano.