Archivi categoria: Notizie dell’europarlamentare

ICE112 – Tiziano Motti

i.c.e.112

i.c.e.112

http://www.youtube.com/watch?v=y3hS7Uz0sQs

Il numero di emergenza Europeo 112 spiegato dall’eurodeputato Tiziano Motti, che tramite la sua associazione “Europa dei Diritti” e la Fondazione Tiziano Motti, svolge da tempo un’attività di informazione e di aiuto ai cittadini, per quanto concerne i loro diritti e i servizi a loro disposizione sul territorio.

 

L’austerità salva-crisi penalizza le categorie vulnerabili

sanità

sanità

L’EMPL, la commissione per l’occupazione e gli affari sociali in Europa, è preoccupata per le conseguenze che avranno le misure di austerità adottate per arginare la crisi sulle categorie vulnerabili; al fine di risanare il loro deficit statale, alcuni paesi europei hanno infatti ridotto i servizi di assistenza ad anziani, disabili, donne, minori, e immigrati. I tagli all’offerta non hanno però bloccato la domanda, che è aumentata vertiginosamente: in Europa il numero di persone a rischio di povertà è enorme, quello dei senzatetto è in crescita, e le disuguaglianze sociali sono sempre più marcate.

Il settore socio – sanitario è stato il primo a subire tagli, e, attualmente, nell’Unione europea, gli immigrati irregolari, i lavoratori precari, e quelli occasionali sono spesso esclusi dalle tutele sanitarie. Le donne sono più svantaggiate degli uomini, in particolare quelle migranti, per le quali l’accesso alle prestazioni ginecologiche è problematico; i paesi europei dovrebbero impegnarsi maggiormente nel rafforzare le tutele per la maternità e il lavoro, e per promuovere la parità di genere.
La riduzione dei servizi sanitari si accompagna a un aumento indiscriminato dei costi di farmaci e terapie, che ha costretto molti europei a mettere in secondo piano le spese per la propria salute. I tagli al personale per l’assistenza, appesantiti da una burocrazia farraginosa e da pratiche amministrative troppo complesse, ostacolano l’accesso alle prestazioni sanitarie.

Una recente proposta di Risoluzione parlamentare ha evidenziato l’importanza della prevenzione e dell’informazione per il miglioramento delle condizioni dei più deboli e per combattere la crisi: l’Europa dovrebbe mettere da parte l’austerità ed effettuare investimenti mirati nel sociale, che garantirebbero un beneficio all’intera società.
La risoluzione è stata firmata anche dall’onorevole Tiziano Motti, che è impegnato a diffondere la conoscenza dei diritti dei cittadini tramite le attività della sua associazione Europa dei diritti. L’eurodeputato di Reggio Emilia conduce inoltre da anni una battaglia per la difesa delle categorie vulnerabili, portando avanti numerose iniziative benefiche.

Una categoria ampiamente colpita dalla crisi è quella dei disabili; la diminuzione dei servizi di supporto, che influisce negativamente sulla qualità della vita di queste persone, non è coerente con il raggiungimento del modello di autonomia prescritto nella convenzione dell’ONU, cui dovrebbe sottostare l’Europa.
La riduzione degli investimenti nel sociale colpisce anche gli anziani; in alcuni paesi sono state eliminate le prestazioni assistenziali a lungo termine, e, quando vengono fornite, non sono del tutto gratuite. Per questo motivo, la cura di queste persone viene solitamente effettuata in modo informale da un membro della famiglia, solitamente privo di un’adeguata preparazione e delle conoscenze necessarie.
Nell’UE sono stati registrati numerosi casi di minori costretti ad occuparsi dei fratelli più piccoli o addirittura a badare a un adulto con comportamenti problematici.
I minori sono proprio tra le categorie più oppresse dalla crisi; oggi, circa un quarto di europei è a rischio di povertà ed esclusione sociale, e 25 milioni di essi sono bambini.
In alcuni paesi dell’UE non sono garantite le tutele sanitarie per i più piccoli, come ad esempio le vaccinazioni di base, e la situazione si aggrava nelle zone rurali, spesso isolate.
Infine, è allarmante il numero di episodi di discriminazione e di violenza nei confronti dei più deboli, che si accompagna a una maggiore diffusione delle idee razziste e di odio; esse sono fomentate dalla paura e dalla pressione cui sono costantemente sottoposti molti cittadini europei, e dalla concezione secondo la quale assistere i vulnerabili sarebbe inutilmente costoso.

IL CORAGGIO

il coraggio

il coraggio

http://www.youtube.com/watch?v=5qu57saQBH8

L’impegno di Tiziano Motti per la difesa dei diritti delle donne contro la violenza e i maltrattamenti.
http://www.europadeidiritti.it

Abbandoni estivi: chi tutela i diritti degli animali?

images (1)

In Italia, il fenomeno dell’abbandono degli animali in estate è molto frequente e non accenna a diminuire. Questo a causa della diffusa concezione secondo la quale gli animali sarebbero equiparabili ad oggetti o a giocattoli animati, e della scarsa efficacia delle leggi a loro tutela. Il nostro paese è l’immediato riferimento di queste informazioni, ma nel resto dell’Unione Europea le cose vanno anche peggio, specie per quanto concerne il trattamento che viene riservato ai randagi. Lo scorso anno, infatti, l’eurodeputato del PPE Tiziano Motti, tramite un’interrogazione parlamentare, ha denunciato i terribili maltrattamenti subiti dai randagi in paesi molto vicino al nostro, ossia la Romania e la Spagna. Motti ha inoltre chiesto al Parlamento Europeo di agire per fermare il lungo massacro di cani che si stava perpetrando in Ucraina per “liberare” gli spazi adibiti ad ospitare gli Europei di Calcio.

Il problema del randagismo – per quanto questo sia palesemente in contraddizione con l’art. 13 del trattato di Lisbona che definisce gli animali esseri senzienti – non rientra fra le competenze dell’UE, bensì è di competenza dei singoli Stati membri.
Cosa fa, dunque, l’Italia per tutelare gli animali domestici? Nel nostro paese ci sono due leggi di riferimento: la prima è la 281/1991, che rende obbligatoria la sterilizzazione dei randagi, mentre la seconda è la 189/2004, che rende perseguibile il reato di maltrattamento di animali, prevedendo per esso una pena fino a 15 mesi di detenzione e una multa da 3000 a 18000 euro.
Purtroppo, basta guardarsi intorno per rendersi conto che queste norme non vengono rispettate: i canili, ad esempio, sono sempre più pieni del dovuto, con tutte le conseguenze che questo comporta; come ha denunciato lo stesso Motti durante una puntata della trasmissione Vivere Meglio, i gestori dei canili hanno tutto l’interesse ad averli pieni, in quanto lo stato garantisce loro una quota per ogni animale ospitato.

Viste le numerose inadempienze, è evidente che anche il fenomeno dell’abbandono estivo non sia oggetto di effettiva tutela; devono dunque essere i singoli cittadini a difendere gli animali e i loro diritti, optando per soluzioni alternative a questa pratica disumana, o segnalando eventuali episodi di abbandono.
Chi possiede un cane o un gatto, e vuole portarlo con se in vacanza, può infatti scegliere di alloggiare in un albergo attrezzato per ospitare animali domestici; esistono inoltre numerose spiagge italiane che accettano cani.  Si può invece decidere di affidare il proprio animale alle cure di una pensione o di un’associazione specializzata, ma è prima indispensabile raccogliere informazioni su di essa e fare un sopralluogo per verificare che al suo interno si garantisca una sistemazione dignitosa e un nutrimento adeguato agli ospiti, e che non li si lasci soli per troppe ore al giorno.

Per quanto concerne, invece, gli episodi di abbandono, nel caso in cui si assista a uno di essi, o si trovi un animale impaurito sul ciglio della strada, è dovere morale (di ognuno) prestargli soccorso.
Nel primo caso, si dovrebbe documentare l’accaduto o memorizzare più informazioni possibili dell’evento; questo, al fine di sporgere denuncia, perché l’abbandono rientra nel reato di maltrattamento degli animali.
Nel secondo caso, occorre chiamare il 112 o il 115, oppure due numeri più mirati, che sono l’ 800.25.36.08, ossia  il servizio avvistamento cani in pericolo, oppure il 3341051030, il numero del team anti-abbandono.
E’ inoltre molto utile diffondere la notizia del ritrovamento sui social network, perché qualcuno potrebbe leggerla e decidere di prendersi cura dell’animale abbandonato.

Viaggiare Tranquilli

viaggiare.tranquilli

 

VIAGGIARE TRANQUILLI

Video : http://www.youtube.com/watch?v=kpGE8XAPPVM

 

Tiziano Motti da sempre un riferimento per la tutela dei diritti dei cittadini e consumatori, ci spiega cosa fare in caso di problemi durante i viaggi organizzati a pacchetto.
Tiziano Motti, l’europarlamentare reggiano che difende i tuoi diritti.

L’alimentazione vista dai bambini

Little girl with a bowl of vegetables

Se potessero scegliere, cosa mangerebbero i bambini? Un’indagine alimentare condotta dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), ha provato a rispondere a questa domanda.
I genitori sono generalmente molto attenti a ciò che mangiano i propri figli, e, se in età prescolare, spesso danno loro più cibo del necessario. L’indagine della SIPPS ha cercato di mettere in evidenza un aspetto molto interessante di queste dinamiche, da molti sottovalutato. I bambini, anche se molto piccoli, capiscono intuitivamente quali siano gli alimenti che vorrebbero mangiare; nelle scelte alimentari che li riguardano, dunque, gli adulti dovrebbero ascoltare anche i loro desideri.
Dalle risposte del questionario cui sono stati sottoposti, emerge che i bimbi non vogliono abbuffarsi solo di dolci, fritti e bevande gassate, ma hanno anche una forte curiosità verso i cibi nuovi, che sperimentano volentieri.
La “diseducazione alimentare” invece, aumenta con l’età: i bambini, crescendo, tendono ad assumere le scorrette abitudini dei genitori e a diventare sempre più sedentari, mettendo così a rischio la propria salute.

Che cosa pensano i bambini del cibo? Secondo uno studio italiano mangerebbero meglio e forse sarebbero un po’ più magri

Se dipendesse davvero da loro, i bambini mangerebbero meglio di quanto fanno. E, forse, sarebbero anche un po’ più magri e in forma. L’indicazione emerge da un’indagine che la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ha condotto su 800 piccoli fra i 3 e i 9 anni, con un questionario che mirava a valutare la loro idea del cibo e del mangiare.

Lo studio è stato condotto in Puglia, «perché in questa regione la prevalenza dell’obesità e del sovrappeso in età infantile raggiunge il 40 %, contro una media italiana del 33 % circa» spiega Piercarlo Salari, pediatra milanese e responsabile scientifico del progetto. «L’obiettivo era capire come possiamo impostare una campagna per una corretta alimentazione, basata sulla percezione reale che i diretti interessati hanno dell’argomento, e non su sensazioni provenienti dal mondo degli adulti, che possono essere sbagliate».

L’analisi delle risposte mostra che gli adulti sbagliano abbastanza di frequente. «Abbiamo notato che, a differenza di quanto di solito riferiscono i genitori, i bambini non hanno una vera preferenza per dolci, ma considerano altrettanto buoni i cibi salati» dice Salari. «Inoltre, non è affatto vero che non amano la varietà». Già a 3-4 anni, il 62 per cento era disposto ad assaggiare pietanze nuove e mai viste, e questa attitudine si mantiene pressoché costante anche fra i più grandicelli. «Il problema, spesso, è che sono i genitori a proporre menù poco vari, magari per comodità o per seguire i propri gusti, e non quelli dei figli» dice l’esperto.

Ma l’indagine contiene anche qualche conferma, come la teoria secondo cui aumentando gli anni bambini elaborano un’idea sempre più complessa del cibo. «Fra i 3 e i 4 anni di solito associano il concetto del mangiare a un certo piatto; più tardi prevale l’idea dei sapori» prosegue il pediatra. Un’altra differenza sostanziale fra le età considerate è che i più piccoli associano la parola dieta all’idea della crescita, mentre a partire dall’età scolare lo stesso termine richiama alla mente un sacrificio. «Questo riflette senz’altro le preoccupazioni dei genitori, che nei primi anni di vita del figlio sono di solito troppo orientati a nutrirlo affinché aumenti di peso, poi invece sono preoccupati per l’eccesso di peso» dice l’esperto.

Lo studio ha preso in esame anche alcuni stili di vita che favoriscono l’obesità infantile. «L’abitudine a guardare la televisione a tavola è piuttosto comune (lo fa il 53-58 per cento dei bambini), tuttavia, anche in questo caso, spesso non sono i figli a volerla tenere accesa, ma gli adulti» prosegue il pediatra. Si riscontra infine la tendenza, rilevata anche da studi precedenti, della progressiva riduzione delle ore dedicate all’attività fisica con il progredire dell’età.
«Lo studio andrà approfondito con nuovi dati – conclude Salari – e solo in seguito potremo usare i risultati per predisporre iniziative indirizzate ad una corretta alimentazione nell’infanzia». Di certo, però, l’obiettivo di tali campagne non saranno solo i bambini, ma anche i genitori.

L’obiettivo della ricerca del SIPPS, che consiste nel promuovere una nuova educazione alimentare, è in linea con quelli di Tiziano Motti, il quale svolge da tempo un’intensa attività di informazione sui cibi che i cittadini acquistano e mangiano.
Tramite la Fondazione Tiziano Motti e la collaborazione con la Fondazione UmbertoVeronesi e Telefono Azzurro, l’eurodeputato è impegnato in numerose iniziative volte alla tutela dei minori, ai quali dovrebbe essere sempre garantito il diritto ad un’alimentazione corretta e ad una vita sana.

 Il Fatto Alimentare, 22 giugno 2013

 

Diete lampo: gli errori più comuni

Come avviene ogni anno in questo periodo, in rete e in televisione abbondano i consigli alimentari per l’estate e le news degli ultimi trend in fatto di diete. Ma la tentazione di perdere chili in modo quasi miracoloso, unita ad una limitata educazione alimentare, porta spesso a compiere delle scelte poco sagge e dannose per l’organismo.
Le “diete lampo” puntano infatti al taglio indiscriminato delle calorie, facendo prediligere cibi che ne contengono poche e che sono molto poveri di nutrienti utili.
Per poter intraprendere un regime dietetico senza conseguenze negative sulla salute è invece necessario approcciarsi alle diete in modo consapevole, imparando a conoscere il valore nutrizionale ed energetico dei cibi, per poter scegliere quelli più adatti.

Secondo l’eurodeputato Tiziano Motti, i cittadini hanno il diritto di conoscere adeguatamente le informazioni relative ai cibi che acquistano: in primis, quelle contenute nelle loro etichette alimentari, che devono essere scritte in modo chiaro e leggibile, e contenere notizie dettagliate sulla provenienza dei cibi acquistati e sui nutrienti in essi contenuti.
Motti è favorevole a una rapida attuazione della normativa europea inerente alle etichette, alla quale molti produttori italiani non si sono ancora adeguati.

Oltre ad acquisire maggiore consapevolezza sul valore degli alimenti, chi vuole intraprendere una dieta deve anche evitare alcuni errori molto comuni.
In un regime dietetico corretto la riduzione calorica non deve mai essere maggiore di 500-1000 calorie, rispetto a quelle che si assumono abitualmente: per poter funzionare correttamente e affrontare lo stress di una dieta, l’organismo ha bisogno di energia, che ricava dalle giuste dosi di nutrienti per lui essenziali.
L’INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ha costruito una piramide alimentare dei cibi fondamentali nella moderna dieta mediterranea.

piramide_520

I nutrienti essenziali all’organismo sono dunque acqua e alimenti di origine vegetale. Molte diete invece, specie quelle fatte dagli sportivi e dai culturisti, sono al contrario troppo ricche di proteine animali.
Questo tipo di regimi alimentari sono molto pericolosi e possono essere seguiti per un periodo massimo di due settimane.
L’eccesso di proteine animali nel sangue può determinare ipercolesterolemia e acidosi nel corpo, con il rischio di alterare inoltre l’equilibrio elettrolitico, causando perdita d’acqua e successiva disidratazione; la perdita di liquidi comporta un iniziale calo di peso, che però non corrisponde a una diminuzione della massa grassa, bensì tende ad incrementare la perdita di calcio tramite l’espulsione urinaria e ad esaurire le scorte di glicogeno.

Secondo i  nutrizionisti, una dieta equilibrata deve garantire un livello glicemico stabile e far mantenere al corpo un metabolismo attivo. Gli alimenti da prediligere nell’alimentazione dietetica ma anche in quella abituale dovrebbero essere alcalini, sani e possibilmente di stagione.
Per mantenere costante il livello glicemico occorre assumere cibi che diminuiscano lo stimolo fisiologico della fame, come ad esempio i cereali integrali. Per quanto concerne il metabolismo, esso viene rallentato dalle diete lampo estive, che apportano un dimagrimento rapido seguito da un altrettanto rapido incontrollato aumento di peso. Se, infatti, inizialmente l’organismo reagirà alla diminuzione calorica con il dimagrimento, dopo un po’ di tempo si abituerà al ridotto numero di calorie e rallenterà il metabolismo, con la conseguenza che, non appena si riprenderà a mangiare come prima, si ingrasserà molto più velocemente.

Per questo motivo è indispensabile evitare anche i digiuni o le diete mono-cibo, come ad esempio quelle a base di frutta, verdura, tisane dimagranti, centrifugati e frullati, che apportano all’organismo pochissime calorie ma anche pochissimi nutrienti. Questo tipo di regimi alimentari causano la diminuzione della massa magra, ossia quella  muscolare, lasciando quasi inalterata la massa grassa.