Archivi categoria: Diritti degli Animali

Creme solari: attenzione alle sostanze tossiche

protezione creme solari

protezione creme solari

È recentemente entrato in vigore il nuovo regolamento dell’Unione europea sui cosmetici, tra i quali sono comprese anche le creme solari. Il rafforzamento della tutela dei consumatori nell’acquisto ed utilizzo dei prodotti cosmetici è molto importante, vista la loro diffusione e le scarse informazioni relative alle sostanze in essi contenuti.
Un cambiamento in tal senso era stato già introdotto qualche anno fa, quando la Commissione europea ha gettato le basi per norme più severe riguardo alle etichette dei cosmetici.

Come spiega l’onorevole Tiziano Motti, durante una puntata della trasmissione “Vivere meglio”, i prodotti solari definiti “a protezione totale” non dovrebbero essere venduti, in quanto riportano un’informazione non veritiera. Motti sottolinea che è impossibile garantire un così elevato livello di protezione, pertanto le aziende dovrebbero invece utilizzare la corretta dicitura “ad alta protezione”.

La creme attualmente in vendita sono in linea con la Raccomandazione della Commissione appena citata – che prevede, tra l’altro, di indicare l’eventuale presenza di filtri che proteggono dai raggi UVA, più dannosi degli UVB perché penetrano in profondità -, ma non con il nuovo Regolamento. Nell’acquisto di un prodotto solare occorre, quindi, scegliere con attenzione, verificando autonomamente che sia un prodotto sicuro e a norma.
Per quanto concerne i metodi di produzione, nei paesi dell’UE vige il divieto di vendita e importazione di cosmetici prodotti da aziende che utilizzano la sperimentazione animale, una pratica disumana che viene utilizzata frequentemente, anche da marchi che si dichiarano cruelty-free. Il divieto tutela anche i diritti degli animali, ai quali può essere evitato questo trattamento scegliendo metodi di testing alternativi, promossi dallo stesso Regolamento.

Le nuove norme prevedono anche una semplificazione nelle indicazioni delle etichette di cosmetici e creme solari. Esse, oltre ad essere scritte in caratteri troppo piccoli, sono incomprensibili per il consumatore medio, che non conosce le denominazioni chimiche di molti ingredienti contenuti nei prodotti. Le nuove etichette dovranno, quindi, riportare in modo chiaro e comprensibile gli ingredienti del cosmetico, la data di scadenza, le precauzioni nell’uso, il paese di importazione e il nome del responsabile del prodotto.

Sono stati, inoltre, eliminati dalle creme solari numerosi conservanti, coloranti, filtri UV e sostanze Cmr, ovvero quelle mutagene, cancerogene o che causano infertilità.
Sono previsti controlli più severi anche per quanto concerne l’impiego di nanomateriali – sostanze di dimensioni inferiori ai 100 nanometri, e per questo facilmente assimilabili dalla pelle –, che è limitato nei cosmetici anti-aging, ma molto comune nelle creme solari.
Si tratta di sostanze tossiche come il biossido di titanio e l’ossido di zinco. Il biossido di titanio, utilizzato anche come additivo alimentare, viene impiegato come filtro che protegge dai raggi UVA, in quanto è molto efficace; la sua capacità di penetrare in profondità e di persistere nei tessuti, però, lo rende altamente tossico e cancerogeno.
Per quanto riguarda l’altra sostanza incriminata, ovvero l’ossido di zinco, è anch’esso dotato di un ottimo potere di filtraggio del sole, ma comporta il terribile effetto di deteriorare le cellule; infatti, le nanoparticelle di questa sostanza assorbono i raggi UV efficientemente, ma nel loro compito rilasciano anche elettroni, i quali producono radicali liberi, che parassitano altre molecole, danneggiandole.

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Animale, e TU ?

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La battaglia dell’On.Tiziano Motti nella tutela dei diritti di tutti i più deboli ed indifesi, anche degli animali. Tiziano Motti, l’europarlamentare reggiano che difende i tuoi diritti. htttp://www.europadeidiritti.it

Abbandoni estivi: chi tutela i diritti degli animali?

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In Italia, il fenomeno dell’abbandono degli animali in estate è molto frequente e non accenna a diminuire. Questo a causa della diffusa concezione secondo la quale gli animali sarebbero equiparabili ad oggetti o a giocattoli animati, e della scarsa efficacia delle leggi a loro tutela. Il nostro paese è l’immediato riferimento di queste informazioni, ma nel resto dell’Unione Europea le cose vanno anche peggio, specie per quanto concerne il trattamento che viene riservato ai randagi. Lo scorso anno, infatti, l’eurodeputato del PPE Tiziano Motti, tramite un’interrogazione parlamentare, ha denunciato i terribili maltrattamenti subiti dai randagi in paesi molto vicino al nostro, ossia la Romania e la Spagna. Motti ha inoltre chiesto al Parlamento Europeo di agire per fermare il lungo massacro di cani che si stava perpetrando in Ucraina per “liberare” gli spazi adibiti ad ospitare gli Europei di Calcio.

Il problema del randagismo – per quanto questo sia palesemente in contraddizione con l’art. 13 del trattato di Lisbona che definisce gli animali esseri senzienti – non rientra fra le competenze dell’UE, bensì è di competenza dei singoli Stati membri.
Cosa fa, dunque, l’Italia per tutelare gli animali domestici? Nel nostro paese ci sono due leggi di riferimento: la prima è la 281/1991, che rende obbligatoria la sterilizzazione dei randagi, mentre la seconda è la 189/2004, che rende perseguibile il reato di maltrattamento di animali, prevedendo per esso una pena fino a 15 mesi di detenzione e una multa da 3000 a 18000 euro.
Purtroppo, basta guardarsi intorno per rendersi conto che queste norme non vengono rispettate: i canili, ad esempio, sono sempre più pieni del dovuto, con tutte le conseguenze che questo comporta; come ha denunciato lo stesso Motti durante una puntata della trasmissione Vivere Meglio, i gestori dei canili hanno tutto l’interesse ad averli pieni, in quanto lo stato garantisce loro una quota per ogni animale ospitato.

Viste le numerose inadempienze, è evidente che anche il fenomeno dell’abbandono estivo non sia oggetto di effettiva tutela; devono dunque essere i singoli cittadini a difendere gli animali e i loro diritti, optando per soluzioni alternative a questa pratica disumana, o segnalando eventuali episodi di abbandono.
Chi possiede un cane o un gatto, e vuole portarlo con se in vacanza, può infatti scegliere di alloggiare in un albergo attrezzato per ospitare animali domestici; esistono inoltre numerose spiagge italiane che accettano cani.  Si può invece decidere di affidare il proprio animale alle cure di una pensione o di un’associazione specializzata, ma è prima indispensabile raccogliere informazioni su di essa e fare un sopralluogo per verificare che al suo interno si garantisca una sistemazione dignitosa e un nutrimento adeguato agli ospiti, e che non li si lasci soli per troppe ore al giorno.

Per quanto concerne, invece, gli episodi di abbandono, nel caso in cui si assista a uno di essi, o si trovi un animale impaurito sul ciglio della strada, è dovere morale (di ognuno) prestargli soccorso.
Nel primo caso, si dovrebbe documentare l’accaduto o memorizzare più informazioni possibili dell’evento; questo, al fine di sporgere denuncia, perché l’abbandono rientra nel reato di maltrattamento degli animali.
Nel secondo caso, occorre chiamare il 112 o il 115, oppure due numeri più mirati, che sono l’ 800.25.36.08, ossia  il servizio avvistamento cani in pericolo, oppure il 3341051030, il numero del team anti-abbandono.
E’ inoltre molto utile diffondere la notizia del ritrovamento sui social network, perché qualcuno potrebbe leggerla e decidere di prendersi cura dell’animale abbandonato.

Tiziano Motti e i Diritti degli Animali

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“L’Europa dovrebbe applicarsi con soluzioni non sanguinose per i randagi”. È quanto asserisce e si auspica l’eurodeputato Tiziano Motti, nella conferenza stampa del 19 aprile 2012 presso la sede del parlamento europeo a Strasburgo. Oggetto: Soluzioni alternative allo sterminio degli animali randagi che viene effettuato in alcuni paesi europei.

La protezione dei cani randagi e i diritti degli animali in generale occupano da sempre, per l’europarlamentare di Reggio Emilia del gruppo PPE, delegazione UDC, un posto importante nella scaletta delle priorità in favore degli interessi della comunità europea. In questa occasione, egli ha presentato coraggiosamente un video shock, senza censure, dove si disegna in tutta la sua crudezza la condizione ordinaria di diversi canili, in alcuni paesi d’Europa. Si evidenziano, inoltre, i recenti casi di violente uccisioni di massa di animali randagi, approvate incredibilmente, tra le altre, dalle autorità pubbliche di Romania, Ucraina, Spagna. Sembra che tutto avvenga con la massima naturalezza, ed è quasi un paradosso, dal momento che, ad esempio, l’Ucraina si è trovata recentemente ad essere sotto i riflettori mondiali, come organizzatrice della European Cup 2012! Un passo falso, dunque, si potrebbe dire.

Preme ricordare, tra l’altro, che Tiziano Motti è uno dei pochi deputati che si è opposto alla recente approvazione della direttiva sulla sperimentazione animale. Anche per quanto riguarda il video presentato, la cui visione è disponibile su Internet, se vogliamo lasciare alla coscienza dei singoli le implicazioni morali ad esso associate, si evidenzia invece una questione di sostanza giuridica. L’art.13 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), infatti, nell’ambito delle modifiche apportate dal Trattato di Lisbona, considera i randagi come “esseri senzienti”. Questo assunto, che ai più può sembrare quasi banale, sembra invece non essere per nulla considerato, a fronte dei molti documenti, grondanti crudeltà e dolore inflitti, diffusi dalle varie organizzazioni per la tutela del benessere degli animali.

Tali misure drasticamente ‘risolutive’ o ‘precauzionali’, in realtà, non sarebbero necessarie. La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, del 13 novembre 1987, aveva già indicato la sterilizzazione come metodo efficace per prevenire la riproduzione incontrollata delle bestie a piede libero. Se non tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno firmato questa convenzione, è certo che tutti hanno firmato e ratificato il trattato di Lisbona. “Circa 120 milioni di randagi in Europa stanno diventando facile preda per la sperimentazione sugli animali a fini scientifici”, ribadisce Motti, “e solo l’adozione di strategie politiche comunitarie può tenere il fenomeno sotto controllo”. Propositi e obiettivi? L’applicazione di misure di prevenzione per la sterilizzazione, che tutti gli Stati dovranno adottare sotto la pressione dell’opinione pubblica, e l’apertura di una procedura di infrazione.