Archivio mensile:aprile 2014

Nativi digitali, le opportunità e i pericoli delle nuove tecnologie

internet. minoriI nativi digitali, figli di quest’epoca iper-tecnologica, sono bambini e ragazzi per i quali computer e smartphone sono familiari come qualsiasi altro oggetto con il quale interagiscono nella quotidianità. Essi sono in numero crescente, e la loro età media scende sempre di più, tanto che si parla addirittura di “mobile born”, i piccoli che giocano con il tablet e il cellulare ancora prima di imparare a camminare o a parlare. Poiché le tecnologie fanno ormai parte della vita ordinaria, impedire ad un bambino di conoscerle significherebbe eliminare un aspetto importante del contesto in cui vive; i genitori e gli educatori dovrebbero piuttosto guidare i più giovani verso un uso consapevole di questi strumenti.

Tra i principali rischi inerenti alle nuove tecnologie delle comunicazione ci sono la dipendenza e l’abuso. Esse rischiano di sostituirsi all’esperienza diretta, e di diventare uno scudo con il quale proteggersi dall’interazione concreta con gli altri, piuttosto che semplici appendici di comunicazione e informazione.
Il più grave pericolo cui sono esposti i ragazzi è però quello di usare la rete con leggerezza, in particolare le chat e i social network, dei quali si servono spesso i pedofili per adescare le proprie vittime. Nelle interazioni virtuali, le barriere nei confronti degli estranei sono meno rigide, in quanto si ha l’errata percezione di comunicare in un luogo “sicuro”; ciò che avviene in rete, non è però immune dai rischi del reale, perché se il contesto è virtuale, i protagonisti sono persone in carne e ossa. Questa percezione è perniciosa per tutti gli utenti del web, ma lo è ancora di più per i ragazzi e i bambini, che si lanciano ad altissima velocità sulle strade della rete senza alcuna cintura di sicurezza.

Le insidie del web sono importanti anche per Tiziano Motti, che ha progettato un sistema di allarme rapido europeo per impedire il dilagare della pedopornografia e della pedofilia online. Il presidente di Europa dei diritti, che si sta recentemente dedicando alla carriera musicale, sostiene inoltre iniziative che permettono ai più giovani di esprimere i propri talenti, come il concorso letterario We write 2013, e il recentissimo laverità#talent , un contest nel quale si “remixa” il singolo La verità, e si rappa quello che si pensa della politica.

Al di là del loro “lato oscuro”, le nuove tecnologie possono rappresentare anche un’opportunità, per esempio, se utilizzate come sussidi didattici. L’interazione di strumenti “tradizionali” e tecnologie nella lezione frontale e nello studio, si rivela infatti molto stimolante per i nativi digitali; durante i compiti a casa, inoltre, spesso i ragazzi comunicano con i compagni tramite chat di gruppo, social network, e voip, per scambiarsi opinioni e aiutarsi, e utilizzano il computer e le ricerche in rete per creare elaborati.
C’è chi è preoccupato per questa digitalizzazione delle conoscenze scolastiche, ma occorre tenere sempre a mente che tablet e pc non sono senzienti, né trasmettono emozioni, e dunque non potranno mai sostituirsi al rapporto che si crea tra insegnante e studenti, che è alla base delle dinamiche di apprendimento.