Archivio mensile:marzo 2014

Ecoturismo nei parchi naturali, educazione ambientale e accessibilità

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L’offerta turistica italiana si sta ampliando grazie ai percorsi sostenibili all’interno dei numerosi parchi del territorio. L’Italia ospita infatti 24 parchi naturali nazionali, e ben 152 regionali, che comprendono 871 aree naturali protette. Le aree naturali protette, conosciute anche come “oasi” o “riserve naturali”, hanno la funzione di tutelare l’identità degli ecosistemi, di conservare gli habitat naturali, e di proteggere le specie vegetali e animali che essi ospitano.
Il patrimonio naturale delle riserve costituisce una ricchezza inestimabile, e deve quindi essere preservato; tuttavia, “preservare” non significa “occultare”, e dunque, la maggior parte delle oasi sono visitabili da moltissimi turisti, desiderosi di fare un’esperienza di viaggio più sostenibile. La crescente domanda di ecoturismo ha costituito, indirettamente, una risorsa decisiva per finanziare le aree protette; nel 2013 i parchi italiani hanno infatti registrato ben 101 milioni di presenze, con un fatturato di miliardi di euro. Si tratta del connubio vincente tra “green society” e “green economy”, e, se il turismo ambientale italiano fosse continuativamente supportato da politiche adeguate, potrebbe crescere ulteriormente, e garantire nuovi posti di lavoro nel settore.
Secondo le informazioni riportate dalla Federparchi, in molti progetti di ecoturismo delle aree protette, la parola “sostenibilità” fa rima con “accessibilità”. A differenza di quel che si pensa, l’accessibilità di uno spazio verde non si può limitare alla costruzione di rampe per agevolare lo spostamento delle sedie a rotelle, bensì deve garantire la fruibilità di uno spazio a tutti, ovvero agli anziani, ai bambini, alle persone disabilità motoria, psichica, sensoriale, ai cardiopatici, ecc. Il progetto di accessibilità “Sentieri per tutti i sensi”, realizzato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, o quello della Riserva Regionale lago di Penne “Sentiero natura, percorso vita e centro lontra fruibili dai disabili motori, percorso botanico per non vedenti”, ad esempio, sono nati con l’obiettivo di permettere a chiunque di relazionarsi efficacemente con la natura, in base alle proprie personali possibilità percettive e cognitive. L’accessibilità è importante anche per Tiziano Motti, il presidente di Europa dei diritti, che sostiene numerosi iniziative per tutelare le categorie vulnerabili, come il progetto di mobilità gratuita per aiutare i comuni italiani a colmare il vuoto nei servizi, dovuto ai tagli al settore socio-sanitario cui essi sono soggetti.
Le riserva naturali italiane sono inoltre al centro di numerosi progetti di educazione ambientale, uno strumento fondamentale per stimolare la “coscienza verde” dei cittadini. Le iniziative di EA sono basate innanzitutto sull’informazione; da questo punto di partenza, esse si articolano in proposte di tipo esperienziale, come, ad esempio, la partecipazione attiva al lavoro agricolo, o artigianale all’interno della riserva naturale. I più giovani sono coinvolti principalmente attraverso le scuole; esistono alcuni campi scuola indirizzati allo sviluppo di specifiche professionalità, come “Panta rei” del Parco del lago Trasimeno, che permette di approfondire il tema della bioedilizia, oppure il percorso tematico “I paesaggi dell’uomo” del Parco Nazionale delle Cinque Terre, nel quale si apprendono le caratteristiche di un ambiente antropizzato, e dei nuovi equilibri ecosistemici che si vengono a creare a seguito dell’intervento umano.

Se sono in rete esisto: neknomination e cyberbullismo

CyberBullismoCome sono, oggi, gli adolescenti? Cosa amano, cosa odiano, di cosa hanno paura?
La risposta a queste domande è molto più complicata di quanto si pensi, e non è sufficiente liquidare le stranezze e le contraddizioni dei ragazzi, con un banale “è colpa dell’età”. I fenomeni come la neknomination, la febbre della condivisione di “selfie”, e il cyberbullismo, figli di quest’epoca iper-digitalizzata, sono basati sul comune intento di mostrarsi, farsi apprezzare, di “esistere”, e testimoniano che le aspirazioni e le istanze dei ragazzi dovrebbero essere ascoltate – e comprese -, molto di più.

La neknomination è un gioco che si svolge su Facebook; consiste nel produrre un video nel quale si beve alla goccia una birra o un superalcolico, e si nominano altri amici che devono fare altrettanto, pena l’umiliazione di non avercela fatta, e l’obbligo di pagare da bere.
Il gioco nasce in Australia, e si diffonde viralmente tra i più giovani in Inghilterra, Irlanda e in altri paesi, per poi approdare recentemente in Italia, a Bologna, e diffondersi in molte altre città italiane. I rischi per la salute della neknomination sono evidenti, e alcuni ragazzi ventenni hanno perso la vita per cercare di vincere la sfida. Le bevute sono spesso accompagnate da performance pericolose, come sfidare il traffico, o esibirsi in tuffi acrobatici nell’acqua gelida.

C’è chi ha proposto di censurare i video delle nomination, ma questo sarebbe inutile, e, probabilmente, produrrebbe l’effetto contrario, arricchendo il gioco di un affascinante alone di “proibito”, che lo renderebbe ancora più appetibile agli occhi dei ragazzi. La soluzione non è, dunque, il “proibizionismo.” È invece necessario proporre ai ragazzi modelli alternativi che siano validi, positivi, e credibili, tali da poter scuoter il loro apparente cinismo, la loro disillusione, e, soprattutto, la loro paura di non esistere senza l’approvazione degli altri.
La musica, l’arte, lo sport, l’espressione del proprio corpo e delle proprie potenzialità in genere, sono elementi fondamentali per rafforzare la consapevolezza di sé. La pensa così anche Tiziano Motti che ha finanziato il concorso per giovanissimi autori esordienti “We Write 2013”, un’iniziativa per dimostrare che i ragazzi hanno gli strumenti e la volontà di costruire un futuro migliore. Motti sostiene inoltre l’iniziativa Non fare autogol, che sensibilizza i giovani sull’importanza dello sport, dello stile di vita, e di un’alimentazione sana nella prevenzione delle malattie.

Il bisogno di approvazione influenza le scelte di moltissimi adolescenti; dunque, il suo opposto, il rifiuto, è uno dei loro incubi peggiori, ed è anche ciò che dà potere ai “bulli”, i ragazzini che se la prendono con i compagni di scuola più piccoli o più deboli. La rete, la possibilità di fare video con il cellulare, e, ovviamente, di condividere le proprie “imprese”, hanno creato terreno fertile per il cyberbullismo; con esso, quello che nasce come un gioco, seppure sadico, si trasforma in una prigione per chi lo subisce, come dimostra il caso di cronaca della ragazzina che si è tolta la vita perché i compagni la prendevano in giro sui social, a causa del suo peso.