Archivio mensile:febbraio 2014

TITOLI TRASH E RISARCIMENTI — Tiziano Motti

 

L’europarlamentare On. Tiziano Motti da anni difende i cittadini risparmiatori che sono stati ingannati e truffati dal sistema bancario nel caso di investimenti in fondi trash e titoli azionari senza fondamentali reali. Segui Tiziano Motti su http://www.europadeidiritti.it

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Economia condivisa: quando i beni, gli spazi, e il tempo sono in comune

sharing economy

sharing economy

Il 2014 sarà l’anno della sharing-economy per il nostro paese, come si evince dalla velocità con la quale essa si sta imponendo sul mercato italiano, e dal numero di utenti che stanno contribuendo con entusiasmo a farla crescere.
L’economia condivisa è un ottimo modo per eliminare gli sprechi, in particolare quelli alimentari. A tal proposito, si possono annoverare gli esempi virtuosi della Germania e della Finlandia, che promuovono il food-sharing, e del Belgio, nel quale, per legge, il cibo invenduto dai supermercati deve essere donato alle associazioni di volontariato.
Il consumo collaborativo si sta allargando a molti altri settori, in particolare quello dei beni e degli spazi, e coincide con stili di vita sostenibili, come, ad esempio avviene per il car-sharing nelle grandi città. L’auto condivisa è utilizzata anche per ridurre i costi dei viaggi a lunga percorrenza, e consiste nel prenotare attraverso il web il proprio passaggio, viaggiando con il guidatore, e altri passeggeri.

In Italia sta prendendo piede anche la condivisione degli spazi, tramite il co-housing e il co-working. I progetti di co-abitazione ruotano intorno a nuclei abitativi occupati da famiglie e singoli che sono uniti dal desiderio di vivere in uno spazio sicuro, e in un contesto di solidarietà reciproca. La co-abitazione riguarda spesso un semplice rapporto di scambio, ovvero si offre ospitalità in cambio di aiuto nella gestione di una fattoria o di un agriturismo; l’obiettivo di questa scelta è il risparmio ma, soprattutto, il recupero di un contatto autentico con gli altri, e con la natura.
Il co-working è invece un’ottima soluzione per risparmiare sulle spese di gestione di un ufficio, in primis l’affitto. I coworkers sono solitamente i creativi, i freelance in genere, e le start-up.

Il consumo collaborativo può inoltre essere correlato ad un progetto di cittadinanza attiva, come nel caso della Banca del tempo, un’associazione basata su reti di relazioni e di saperi condivisi. I soci si scambiano ore “virtualmente monetizzate” del loro tempo, che corrispondono a crediti o debiti, e vengono utilizzate per fornire servizi di ogni tipo, dai corsi di cucina alle ripetizioni, fino al volontariato per l’associazione stessa.
L’esperienza italiana delle banche, nate in Emilia Romagna negli anni ’90, si differenzia da quella dell’Europa del nord, nella quale sono state ideate per far fronte alla crisi economica, ed è piuttosto fondata su principi di costruzione di legami sociali basati sulla parità e reciprocità, e su una riflessione sul ruolo delle donne nella società e nel lavoro.
Le iniziative di partecipazione attiva alla vita sociale sono molto importanti anche per l’onorevole Tiziano Motti. L’eurodeputato del PPE è impegnato a far conoscere i diritti dei cittadini con le attività del progetto editoriale di comunicazione sociale Noicittadini, e le sue guide ai servizi per i cittadini e le imprese.

I progetti di condivisione possono infine creare reti di solidarietà tra vicini di casa, e abitanti della stessa strada: è il caso del social-street, nato a Bologna lo scorso anno attraverso Facebook. L’iniziativa sfrutta le potenzialità “virali” del web per tessere tra le persone un legame virtuale di appartenenza ad uno stesso luogo, che si concretizza in pochissimo tempo nella vita reale; il fine è quello di rafforzare la partecipazione alla vita di quartiere, e di far sentire le persone che vi abitano meno sole, e più sicure.

Usato, riciclo e baratto, le basi per un’economia più sostenibile

riciclo riuso

riciclo riuso

La tendenza ecologica del riuso, che da anni coinvolge numerosi paesi europei, si sta diffondendo rapidamente anche in Italia. Dopo i primi anni di crisi economica, che di riflesso è diventata quasi “crisi personale” di ognuno, le persone hanno deciso di cercare soluzioni alternative e intelligenti al loro limitato potere d’acquisto. Il tradizionale commercio di oggetti usati si sta trasformando in qualcosa di più: è diventato un gesto sostenibile, grazie al quale lentamente si delineano i contorni di una società più ecologica e meno disposta a sprecare.

Secondo i dati del IV Rapporto Nazionale sul Riutilizzo, gli utenti dell’usato sono circa il 48 % degli italiani, e le persone impiegate nel comparto sono 80.000. Si vendono soprattutto capi d’abbigliamento, in particolare per bambini, mobili, piccoli elettrodomestici, complementi d’arredo e oggettistica per la casa in genere, mentre i settori del collezionismo e del superfluo sono in calo rispetto a qualche anno fa.

L’unico ostacolo a questa forma di economia sostenibile è l’informalità del 70% dei “negozi”; molti venditori protestano infatti per la mancanza di un’adeguata legislazione che tuteli la loro attività di riutilizzatori, e che potrebbe essere utile anche per inserire i mercati dell’usato tra i progetti di utilità sociale nelle città o nelle zone cittadine più povere. A Roma e Milano, ad esempio, molti disoccupati e cassaintegrati, insieme a studenti e a lavoratori precari, hanno ideato progetti di riconversione partecipata di industrie fallite, che sono basati sul riciclo creativo.
Il valore sociale del riuso è in linea con il concetto di crescita sostenibile promosso dall’onorevole Tiziano Motti. L’eurodeputato del PPE è impegnato da anni nell’attività di tutela dei diritti dei cittadini, che porta avanti tramite le iniziative della sua associazione Europa dei diritti e il progetto editoriale di comunicazione sociale Noi cittadini.

L’acquisto dell’usato cresce rapidamente anche online; la rete è un efficientissimo canale di contatto tra domanda e offerta di un oggetto, in particolare di quelli del “riciclo”. Oltre ai tradizionali siti di vendita e di aste online che vanno per la maggiore, il web offre sempre nuove alternative, come il portale senzaNeuro, che permette alle persone di barattare oggetti gratuitamente. Il progetto unisce il valore del risparmio, e l’intraprendenza di due giovanissimi ragazzi che si sono inventati un lavoro, all’etica, in quanto l’iniziativa sostiene un ideale basato sui concetti di condivisione e comunità.

Il riutilizzo degli oggetti può assumere inoltre una funzione artistica. Il cosiddetto “upcycling”, che in Italia viene erroneamente chiamato “riciclo”, è una forma di arte che si sviluppa in un circuito aperto, nel quale l’oggetto usato, invece che sparire in quanto “scarto”, rinasce con una nuova funzione. La community Ricreo, ad esempio, è un’iniziativa che consiste nel riutilizzare gli scarti e i rifiuti, dall’umido ai RAEE, per creare complementi d’arredo e oggetti di uso quotidiano in genere; chiunque vi può partecipare con le proprie idee, e l’obiettivo finale è quello di ricreare il “saper fare”e la manualità che sono tipiche dell’artigianato.

In una società in cui ogni cosa è immediatamente a disposizione, e il valore di un prodotto non viene quindi riconosciuto, la conseguenza inevitabile è lo spreco. Le iniziative che danno nuova vita a un oggetto permettono invece di apprendere l’importanza di ogni singolo oggetto con il quale si interagisce nella propria quotidianità.