Archivio mensile:gennaio 2014

Pignorabilità in casa – Tiziano Motti

 

L’On.Tiziano Motti porta chiarezza sul delicato argomento della pignorabilità degli oggetti in casa anche in situazioni di debiti di un ospite anche in caso di separazioni dei beni. Per scoprire i tuoi diritti e capire come difenderti segui Tiziano Motti su http://www.europadeidiritti.it

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Occupazione femminile, le opportunità della maschiocessione e del telelavoro

mamma e lavoro

mamma e lavoro

In Italia, il tasso di occupazione femminile è pari al 50,2 %, ed è tra i più bassi d’Europa; la media europea è infatti del 62%, e raggiunge il 70% in paesi come la Svezia e la Germania. L’Italia è anche uno dei paesi meno prolifici, e questo è dovuto anche ad un insufficiente sostegno alla maternità e alla genitorialità, che costringe una madre su tre ad abbandonare il posto di lavoro dopo la nascita del primo figlio. È infatti comunemente la donna ad occuparsi della cura dei figli e della casa, mentre l’uomo è il “breadwinner”, ovvero “chi porta il pane a casa”, e quindi colui che mantiene la famiglia.

Questi stereotipi sono piuttosto limitanti per quelle donne che non si vedono esclusivamente come “madri e mogli” , e aspirano anche ad un altro tipo di realizzazione personale.
Secondo l’onorevole del PPE Tiziano Motti, l’arretratezza dell’Italia in tal senso è inaccettabile. L’eurodeputato reggiano è impegnato in attività di tutela dei diritti delle donne tramite la sua associazione Europa dei diritti, e ha messo più volte in evidenza i problemi della disparità salariale tra i due sessi, che raggiunge il 17,5 %, la difficoltà a rimanere nel mondo del lavoro dopo il primo figlio delle donne, e il loro più accentuato rischio di povertà.

La disuguaglianza di opportunità lavorative tra uomini e donne potrebbe però attenuarsi nei prossimi anni, come dimostra l’esperienza degli USA e di altri paesi del mondo, nei quali è in atto il fenomeno della “maschiocessione”. La maschiocessione è la “recessione” degli uomini nel mondo del lavoro a favore delle donne, ed è dovuta al fatto che la crisi ha colpito maggiormente i settori tradizionalmente “maschili”, con il risultato che in molti casi il capofamiglia è ora una donna. Il fenomeno sta lentamente prendendo piede anche nel nostro paese, e sta creando nuovi modelli familiari e sociali. Di fronte alla perdita del loro ruolo tradizionale, molti uomini entrano in crisi, mentre altri accettano la sfida e si rimboccano le maniche, inventandosi un nuovo lavoro o ritagliandosi un nuovo spazio nella gestione della casa e della famiglia. Le storie delle coraggiose e novelle breadwinner italiane, d’altra parte, dimostrano che si può vivere, e lavorare, anche durante la crisi.

Nel panorama lavorativo italiano la disuguaglianza tra i sessi non è l’unico sintomo di arretratezza; esso si accompagna alla predominanza di modelli di lavoro fortemente gerarchici, nei quali è importante la presenza fisica, e che escludono tutte le forme di digitalizzazione del lavoro. Lo smartworking o telelavoro è infatti una realtà assodata in Europa e nel resto del mondo, ma in Italia raggiunge solo un timido 6 % .
Questo modello potrebbe essere un’intelligente soluzione allo stress cui sono sottoposte molte mamme lavoratrici, che potrebbero finalmente avere più tempo per conciliare la famiglia con il lavoro, come avviene ad esempio, per alcune dipendenti pubbliche.

Ci sono dunque alcuni segnali che testimoniano un cambiamento in atto; in primis, c’è la volontà delle donne italiane di combattere per i propri diritti, e di dimostrare che possono farcela nonostante le inevitabili difficoltà della crisi, e una mentalità ancora troppo maschilista.

La bici che riduce l’inquinamento fa bene alla salute e all’ambiente

bicicletta e salute

bicicletta e salute

In molto paesi del mondo, l’inquinamento atmosferico influenza significativamente la qualità della vita dei cittadini; per questo motivo si stanno studiando delle soluzioni per limitarlo.
In alcune città europee si punta sul potenziamento dei mezzi pubblici, che in molti casi possono sostituire le automobili, rendendoli più ecologici ed efficienti; in altre, si incentiva l’uso della bicicletta, il mezzo di trasporto sostenibile per antonomasia. Le caratteristiche ecologiche della bicicletta hanno ispirato i designers di un’azienda di Bangkok; essi hanno pensato di utilizzarla per ridurre l’inquinamento atmosferico, e hanno costruito dei prototipi che sono in grado di purificare l’aria.
Questa idea innovativa è in linea con le azioni positive promosse dall’UE per il raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020; gli obiettivi prevedono una riduzione delle emissioni inquinamenti pari al 20% , e sono sostenuti anche dall’eurodeputato Tiziano Motti, che promuove la crescita sostenibile, uno dei più importanti diritti dei cittadini.

 

**Addio smog in città: ecco la bici che purifica l’aria**

La scelta di adottare la bicicletta come mezzo di spostamento è già di per sé una decisione che contribuisce a contrastare le emissioni di inquinanti nell’atmosfera, ma oggi la scelta di adottare questo stile di vita potrebbe diventare ancora più green.
Un’azienda di Bangkok, Lighfog Creative & Design Company, ha realizzato il concept dellaPhotosynthesis Bike, una bicicletta in grado di fagocitare anidride carbonica ed altre componenti inquinanti e di restituire aria pulita assieme all’ossigeno, un processo simile alla fotosintesi che svolgono le piante.
Non è stato ancora realizzato un prototipo ma il progetto è già stato premiato con un Red Dot Award, uno dei più importanti riconoscimenti mondiali in materia di design, a testimoniare come tale idea rivoluzionaria possa essere un importante tassello nella riduzione dei livelli di inquinamento nelle nostre città. I dettagli sul funzionamento dell’eco – bici devono ancora essere determinati, ma sarà il telaio stesso che convertirà la luce solare in energia per alimentare la batteria che produrrà ossigeno, attraverso una reazione chimica tra acqua e corrente elettrica generata dalla batteria agli ioni di litio. Sarà posizionato nel manubrio un filtro che assorbirà il particolato e rilascerà aria depurata mentre si pedala, il mezzo su due ruote inoltre sarà in grado di compiere il processo di fotosintesi sintetica anche da parcheggiata sfruttando la potenza della batteria.
Silawat Virakul è il direttore del progetto, il quale ha spiegato a FastCoExist:
“Vogliamo progettare prodotti che possano ridurre l’inquinamento atmosferico in città, così abbiamo deciso di progettare una bici perché pensiamo che le biciclette siano veicoli ecologici per il trasporto. Andare in bicicletta può ridurre il traffico nelle città e abbiamo voluto aggiungere più valore al nostro mezzo arricchendola della capacità di ridurre l’inquinamento”.
Si tratta di una tecnologia ancora in fase di sperimentazione, ma che se dovesse rivelarsi efficiente aprirebbe le porte ad una trasformazione della progettazione dei mezzi, che non solo rispettano l’ambiente ma che addirittura sono in grado di purificare l’aria che quotidianamente respiriamo.

L’albergo diffuso tutela il valore dei borghi italiani

albergo diffuso

albergo diffuso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’albergo diffuso è un tipo di struttura ricettiva che si sta velocemente diffondendo in tutta Italia, e interessa zone di altissimo valore paesaggistico, architettonico, storico, e culturale. L’albergo diffuso propriamente detto è composto da un certo numero di abitazioni di un borgo cittadino, che fungono da camere dell’hotel e sono dislocate al massimo a poche centinaia di metri le une dalle altre. L’organizzazione complessiva è di tipo “unitario” sia per quanto concerne la gestione imprenditoriale, che è affidata ad una società o ad un singolo imprenditore, che per l’accoglienza e i servizi, i quali sono comuni e ubicati all’interno del borgo. Si potrebbe identificare questa struttura ricettiva come “un borgo – albergo”, ma essa è molto di più, in quanto è incentrata su un’etica dalla quale non si può prescindere.

Il primo albergo diffuso nasce negli anni ’80 in Carnia, come progetto di recupero delle abitazioni distrutte dal terremoto del 1976. Negli anni successivi, molti altri borghi hanno deciso di intraprendere questa strada, anche se spesso in modo improvvisato, per far fronte all’inarrestabile fenomeno dello spopolamento che li ha colpiti; si dovrà aspettare qualche anno, però, prima che la formula di ospitalità sia tutelata da una legge.
L’esperienza della Carnia mostra uno dei cardini di questo modello ricettivo, ovvero la valorizzazione di angoli preziosi di minore fama, ma non certo di minore bellezza, delle mete turistiche italiane più gettonate. I borghi “fantasma”, abbandonati, e a rischio di spopolamento sono tantissimi, ed è un grande spreco lasciare che spariscano, e con essi la loro unicità.

Per agevolarli e renderli più adatti ad accogliere una grande fetta, soprattutto straniera, di appassionati di turismo sostenibile, è nata un’associazione che permette ai cittadini e ai gestori di sviluppare il progetto imprenditoriale dell’albergo con organicità. La bellezza di un luogo e l’entusiasmo dei suoi abitanti non sono sufficienti ad attirare i visitatori; occorrono infatti operazioni di marketing e, soprattutto, fondi. Per quanto riguarda i finanziamenti, i progetti di ospitalità diffusa possono usufruire dell’aiuto dell’Unione europea, come l’approccio Leader e di incentivi regionali e provinciali.
La valorizzazione e la tutela del patrimonio italiano sono tematiche importanti anche per l’eurodeputato Tiziano Motti. L’onorevole del PPE è impegnato da tempo in attività di divulgazione dei diritti dei cittadini tramite la sua associazione Europa dei diritti, e il progetto di comunicazione sociale Noi Cittadini, che comprende un’utile guida ai servizi dei comuni italiani.

Il modello dell’albergo diffuso è inoltre basato sulla sostenibilità, sia essa intesa come “compatibilità ecologica” , che come “rispetto del luogo e delle persone che lo abitano”. Le camere, la hall, il ristorante, e il bar sorgono infatti all’interno di unità abitative preesistenti, e dunque l’impatto ambientale è notevolmente ridotto, rispetto ad altri tipi di ospitalità.
L’albergo diffuso implica il contatto diretto con la vita del borgo, e un rapporto più autentico con i luoghi e con le persone, che permette al turista di sentirsi “ a casa”, e di fare un’esperienza di residenza temporanea davvero affascinante.
I servizi offerti sono infine quelli di un normale hotel, ma sono arricchiti di offerte di escursioni, degustazioni, visite a musei, e di percorsi guidati che mirano a far conoscere le tradizioni e le caratteristiche di una zona, ad esempio i suoi piatti tipici, i “mestieri”, l’artigianato, e il rapporto dei suoi abitanti con la natura.