La maggior parte dei cittadini europei respira aria inquinata

inquinamento atmosferico

inquinamento atmosferico

Secondo il recente rapporto Air quality in Europe – 2013 dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, circa il 90% dei cittadini dell’Unione europea è esposto a livelli di sostanze inquinanti sopra la norma consentita dall’Oms.
L’Italia è lo stato con la maggior concentrazione di ozono, seguita dalla Francia del sud, e supera notevolmente anche i limiti massimi di particolati Pm10 e Pm2,5. Questo preoccupante primato è dovuto al fatto che ben 23 città dell’Italia del nord, nella zona della Pianura Padana, sono tra le 30 più inquinate del territorio UE.

L’inquinamento atmosferico è al centro del progetto Europa 2020, che prevede una riduzione pari al 20%, delle emissioni di gas serra, e un pari aumento dell’efficienza energetica e del consumo delle rinnovabili entro il 2020.
La crescita sostenibile è un obiettivo molto importante anche per l’onorevole Tiziano Motti. L’eurodeputato del PPE svolge da tempo un’intensa attività di informazione ai cittadini sulle tematiche sociali tramite l’associazione Europa dei diritti e il progetto editoriale Noi cittadini, che promuovono la tutela dell’ambiente e la crescita intelligente.
I cittadini europei sono molto preoccupati per la qualità dell’aria che respirano, che è possibile monitorare in questo portale, e chiedono alle istituzioni di agire rapidamente per cambiare la situazione.
Ognuno di noi può fare qualcosa per limitare lo smog, ma occorre evitare inutili e sterili allarmismi, e analizzare a fondo il problema.

L’elevato tasso di smog è causato soprattutto dall’ozono troposferico e dai particolati.
In natura l’ozono si trova a 20 – 30 km dalla superficie terrestre, nella stratosfera, ed ha la funzione di schermare dai dannosi raggi UV; a causa dell’inquinamento, però, anche la troposfera, che si estende fino a circa 10 – 15 km, è attualmente ricca di questo gas.
I particolati sono particelle sottili inquinanti che si diffondono nell’aria a seguito delle emissioni nocive derivanti da processi industriali, agricoli, dai gas di scarico delle automobili, dalla combustione dei rifiuti, e dagli impianti di riscaldamento a combustione. La loro interazione con l’ozono troposferico fa sì che esso raggiunga una concentrazione elevatissima. Il fenomeno si aggrava d’estate per l’aumento dell’attività solare, che induce la reazione; questo tipo di inquinamento è infatti definito “smog fotochimico”.
Anche l’ossido di azoto e l’ammoniaca che derivano dalla emissioni prodotte dalle attività agricole e dai trasporti stradali contribuiscono notevolmente allo smog; negli ultimi anni la loro presenza è scesa del 20%, ma non ha ancora raggiunto livelli accettabili.

L’inquinamento atmosferico ha gravissime conseguenze sulla salute e sull’ambiente. L’esposizione a consistenti quantità di particolati causa patologie del sistema respiratorio come asma, allergie, bronchiti, tumore al polmone, aggrava le malattie cardiocircolatorie, e influenza significativamente il tasso di mortalità.
Lo smog fotochimico è inoltre responsabile del fenomeno di eutrofizzazione delle acque e del suolo, che consiste nella crescita sproporzionata della vegetazione a causa dell’eccessivo nutrimento di azoto, fosforo e altre sostanze inquinanti. L’eutrofizzazione mette a rischio la biodiversità e danneggia interi ecosistemi.

Per migliorare la qualità dell’aria europea sono necessarie norme più severe, ed è indispensabile che esse siano rispettate da ogni città dell’UE.
Le città più inquinate del nostro paese stanno potenziando la rete dei trasporti ecologici, come ad esempio Vicenza, e questo è un primo segnale di presa di coscienza del problema.
Si sente però sempre più il bisogno, e non solo in Europa, di un modello di vita sostenibile, che riduca gli squilibri e gli sprechi nel pianeta, e preservi l’ambiente e tutti i suoi abitanti.

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