Rischio esposizione da amianto in crescita: al via il Progetto amianto.

amianto

L’Istituto Superiore di Sanità dà il via al Progetto amianto, un progetto di ricerca sulle patologie conseguenti all’esposizione a questa letale miscela di minerali, e di bonifica di zone da esso inquinate. L’iniziativa è finanziata dal Ministero della Salute, avrà una durata di due anni e coinvolgerà quattro unità operative: l’Istituto Superiore di sanità, coordinatore del progetto, l’Università Amedeo Avogadro del Piemonte Orientale, l’Università di Torino e l’istituto Tumori “Regina Elena”.

Il problema della pericolosità dell’asbesto è stato discusso anche al Parlamento Europeo, che ha recentemente approvato una risoluzione parlamentare dal titolo “Minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all’amianto, e prospettive di eliminazione di tutto l’amianto esistente”. Gli obiettivi della risoluzione riguardano: la definizione di qualifiche per ingegneri, architetti e dipendenti di imprese, e la formazione per tutti i lavoratori esposti al rischio chimico da amianto; un programma di rimozione dell’asbesto a livello europeo; il riconoscimento delle malattie legate all’amianto, il sostegno alle vittime e l’ideazione di una strategia per ottenere un divieto mondiale che diminuisca progressivamente la presenza di questa sostanza sul territorio UE e dei paesi extra UE.

L’europarlamentare Tiziano Motti è molto sensibile alle tematiche inerenti alla salute dei cittadini, tanto da aver scelto la Fondazione Veronesi come partner della sua associazione Europa dei diritti, e del progetto sociale ed editoriale Noi Cittadini.
La Fondazione Veronesi è nata con lo scopo di promuovere la ricerca e la divulgazione scientifica, ed è nota per i suoi numerosi studi e azioni in campo oncologico.

Il progetto amianto si sviluppa a partire dalle ricerche internazionali di valutazione dell’incidenza di tumori nelle zone a rischio, a seguito delle quali l’Italia ha stilato un Piano Nazionale Operativo per la risoluzione delle problematiche individuate, piano del quale il Progetto Amianto costituisce una prima forma di attuazione.
I ricercatori dell’Iss e delle altre entità scientifiche coinvolte nel progetto studieranno i rischi inerenti all’esposizione, lavoreranno per progettare nuove ed efficaci metodologie per la sorveglianza sanitaria ed epidemiologica, e innovativi sistemi di diagnosi e cura delle malattie conseguenti all’esposizione; infine, attueranno la cooperazione con i paesi nei quali l’amianto è ancora consentito.

Nell’ambito del Progetto, saranno inoltre dedicati fondi ed energie alla ricerca di efficaci soluzioni al mesotelioma pleurico, una patologia direttamente correlata all’esposizione da amianto. Seguendo la pista tracciata dalle ultime scoperte in campo oncologico, i ricercatori coinvolti approfondiranno lo studio delle cellule staminali tumorali, al fine di identificare nuovi bersagli terapeutici. Un altro importante elemento nello studio delle patologie legate all’amianto sono i modificatori genetici: pertanto, si cercherà di scoprire se essi effettivamente influiscano sulla possibilità di contrarre patologie tumorali. Si analizzerà, inoltre, l’entità del rischio di contrarre malattie per gli ex-esposti.

Gli obiettivi di bonifica delle aree inquinate, e quello di analisi dell’incidenza di forme tumorali a seguito dell’esposizione all’amianto, avranno come centro geografico la zona di Taranto. La città è sede di una nota industria oggetto di rischio chimico, le cui vicende sono attualmente al centro della cronaca. Proprio in questi giorni, il ministro dell’ambiente Andrea Orlando ha incontrato i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei sindacati, rassicurandoli sulla sua intenzione di far rispettare alla nota azienda l’Autorizzazione Integrata Ambientale.
I dannosi effetti per la salute e l’ambiente riscontrati, sono stati esaminati dallo Studio Sentieri, effettuato dall’Istituto Superiore della Sanità per rispondere alle istanze dei cittadini pugliesi, preoccupati dall’evidente situazione di alta pericolosità della zona.
Sono particolarmente inquietanti i dati dello studio riguardanti l’incidenza di mesotelioma pleurico nella popolazione che abitava nei pressi dell’azienda: si è registrato un aumento del 419% dell’incidenza di questa patologia per gli uomini e del 211% per le donne;  la mortalità infantile è in aumento, così come la possibilità di contrarre malattie gravi durante il primo anno di vita. I risultati dello Studio Sentieri sono stati resi pubblici nel 2009, proprio pochi giorni prima dell’uscita dell’attuale Autorizzazione Integrata Ambientale.

Purtroppo, da allora le cose non sono cambiate, e sono moltissimi i giornali e programmi televisivi pugliesi e nazionali che sensibilizzano i cittadini su un problema gravissimo rimasto tutt’ora irrisolto. Deve pertanto essere trovata al più presto una soluzione efficace e durevole nel tempo alla pericolosità dell’esposizione da amianto, poiché la salute e l’ambiente sono due inalienabili diritti dei cittadini, dinanzi ai quali perfino il benessere sociale ed economico deve fare un passo indietro.

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