Nuovi poveri

articolo tratto da: http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&id=17703&masterPage=articoloreggio.htm

Calcio e solidarietà. La Reggiana al fianco di Emergency
In occasione della partita di domenica con il Lecce saranno presenti i volontari dell’assocazione

 REGGIO (11 Aprile 2013) – In occasione della gara di Prima Divisione Girone A Reggiana-Lecce di domenica 14 aprile 2013, A.C. Reggiana 1919 ha organizzato alcune iniziative a sostegno della campagnaLa salute è un diritto. Sostieni Emergency con il numero solidalepromossa in tutta Italia dall’8 al 28 aprile da Emergency  ONG ONLUS Associazione umanitaria italiana per la cura e la riabilitazione delle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà. Domenica i volontari di Emergency saranno presenti all’ingresso dei vari settori dello stadio per promuovere (tramite la distribuzione di cartoline) la raccolta fondi a favore dell’associazione, con le donazioni attraverso il numero telefonico solidale 45505. Sono inoltre previste alcune attività di comunicazione che precedono e accompagnano la gara (comunicati stampa, banner web sul sito ufficiale granata, annunci radio e striscioni allo stadio, etc.) per favorire la conoscenza da parte del pubblico della campagna solidale di Emergency. La campagna si propone di raccogliere fondi per l’ampliamento dell’intervento umanitario di Emergency in Italia. Con i fondi raccolti verranno acquistati e allestiti due ambulatori mobili per portare cure ai braccianti agricoli, si finanzieranno due Poliambulatori che saranno avviati a Napoli e Polistena (RC) durante il 2013, le attività dei due Poliambulatori già operativi a Palermo e Marghera e dei due ambulatori mobili “Polibus” già operativi in zone di forte disagio sociale e dove l’accesso alla sanità è difficoltoso.

http://ilreferendum.it/2013/04/22/life-in-italy-is-ok-emergency-racconta-cosi-i-nuovi-poveri/

Life in Italy is ok. Emergency racconta così nuovi poveri.

Emergency, dal 1994 la più celebre Ong italiana, con l’obiettivo di portare aiuto alle vittime civili delle guerre e della povertà, da lunedì 22 aprile propone una serie di incontri-dibattiti accompagnati da proiezioni del documentario auto-prodotto “Life in Italy is ok“. Il documento raccoglie le voci di migranti, stranieri, ma anche nuovi italianissimi poveri che raccontano della loro vita in Italia e dell’aiuto ricevuto dai medici dell’Associazione, nell’ambito della campagna che si propone di raccogliere fondi per il “Programma Emergency Italia”.

Emergency ha infatti aperto nel 2006 un poliambulatorio a Palermo, nel 2010 un secondo a Marghera e dal 2011 due pullman trasformati in ambulatori mobili, i cosiddetti “Polibus” che portano assistenza sanitaria prevalentemente nelle zone rurali del Sud Italia, a migranti con o senza permesso di soggiorno e a residenti impegnati nell’agricoltura. Con questi mezzi Emergency ha offerto oltre 80 mila prestazioni gratuite in Italia, e nel 2012 ha anche avviato uno sportello di orientamento sanitario a Sassari, per aiutare migranti e popolazione residente ad accedere alle cure del sistema sanitario.

Principalmente a causa della gravissima crisi economica attuale, il numero di persone che si sono rivolte alle strutture di Emergency è aumentato costantemente ed in modo esponenziale, per questo motivo l’Associazione ha iniziato i lavori di ristrutturazione di due ulteriori Poliambulatori a Napoli e a Polistena (RC), che verranno aperti nel corso del 2013.

Impressionante è che tra i pazienti di Emergency cresca il numero degli italiani che chiedono cure mediche gratuite o aiuto per pagare i ticket per prestazioni da ricevere presso le strutture del servizio sanitario pubblico. Nel Poliambulatorio di Marghera, ad esempio, 1 paziente su 5 è italiano. Secondo il CENSIS, nel 2011 oltre 9 milioni di italiani non hanno avuto accesso alle cure mediche per ragioni economiche. Secondo il Rapporto Oasi 2012 dell’Università Bocconi, presentato dalla federazione delle Asl italiane, i ticket sui farmaci sono aumentati del 40% nel corso del 2012.

Emergency apre dei poliambulatori per aiutare coloro che non riescono a pagare i ticket e rimangono fermi nelle liste d’attesa, chiede di destinare il 5 per mille per aprire servizi sanitari perché ormai in Italia, non in Africa, milioni di persone hanno sempre meno diritti. C’è qualcosa di assurdo in tutto questo. Serve un progetto politico condiviso che etichetti come priorità la battaglia per garantire la sanità pubblica, rendendo – come dice il Manifesto della stessa Emergency – “il diritto ad essere curato diritto fondamentale e inalienabile appartenente a ciascun membro della famiglia umana e la sanità basata sull’equità, sulla qualità e sulla responsabilità sociale”.

Come grida Gino Strada, servono ospedali che siano realmente “ospitali” e non aziende, una sanità in cui le priorità siano rispettare l’articolo 32 della Costituzione e utilizzare i 30 miliardi di spesa pubblica annuale per la sanità in ricerca, strutture, formazione di infermieri e di medici. Una sanità che non preveda più commistione dannosa tra pubblico auto-degradatosi e privato sinonimo di fatturato e in cui la spasmodica ricerca del profitto, gli aumenti dei ticket e i rimborsi a prestazione, vengano finalmente subordinati ai diritti dei pazienti.

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