Manifesto per il digitale L’Omat di Milano si mobilita

La due giorni dedicata all’informatica del 17 e 18 aprile chiede un cambiamento. A sorpresa chiuderà l’hacker Fabio Ghioni

 

c.l.

 

 

Uno dei più “vecchi” e autorevoli appuntamenti per professionisti e dilettanti del digitale scende in campo e rilancia un manifesto per l’Italia digitale, per “lo sviluppo di un quadro normativo bloccato” che certo non aiuta il tanto evocato sviluppo.

Anche questo accadrà il 17 e 18 aprile nella edizione milanese numero 42 dell’Omat , due giorni di incontri e convegni, per specialisti e curiosi, sul futuro dell’informatica nella comunicazione nel commercio e nelle aziende. Mai come quest’anno l’evento affronta temi popolari.

 

A partire dal manifesto, promosso tra i primi dall’avvocato Benedetto Santacroce, professore in “Diritto penale doganale” presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino. Il documento rilancia un’agenda digitale per la modernizzazione del Paese, e sarà presentato nel corso della conferenza plenaria di apertura e poi approfondito nella conferenza “Applicazioni e testimonianze – gestire in modo intelligente, proficuo e sicuro le informazioni aziendali”, entrambe in programma mercoledì 17 aprile. Tutti i presenti potranno sottoscrivere il manifesto nel corso dell’evento.

 

Ma l’Omat riserverà una sorpresa anche per il giorno di chiusura dei lavori, portando sul suo palco Fabio Ghioni, hacker e fiero di esserlo, esperto mondiale in sicurezza e tecnologie non convenzionali, consulente per organismi governativi internazionali, noto anche per essere stato membro del cosiddetto Tiger Team di Telecom. Attualissimo il tema del suo intervento, il 18 aprile alle 15: “Identità digitale: tutti i colori del buio”. Una vera e propria guida al “lato oscuro” del web, per spiegare che le opportunità sociali della Rete si accompagnano a truffe e trabocchetti da cui si può imparare a difendersi.

 

Nel mezzo, l’evento propone il consueto menù per tutti i palati, che animeranno l’Atahotel Executive (viale Don Luigi Sturzo 45). Si va dall’onnipresente Cloud, alla firma digitale e posta elettronica certificata, passando per gli imprescindibili Big Data e Open Data, le App e il mobile e il più specifico tema del Timbro digitale e della Firma Grafometrica. Tutti affrontati da uomini e donne che lavorano sul campo. Come per esempio Frieda Brioschi (Presidente, Wikimedia, Netizen), Paolo Catti e il professor Stefano Mainetti, a diverso titolo coinvolti nella School of Management del Politecnico di Milano, Luca Motta ed Enrico Toson di Hewlett Packard e molti altri.

 

Appuntamento a Milano, dunque, per discutere, ma anche per pungolare chi i dovere e aiutare il Paese a uscire dalle secche di un oggi che regala pochi slanci verso il futuro.

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