Tiziano Motti e i Diritti degli Animali

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“L’Europa dovrebbe applicarsi con soluzioni non sanguinose per i randagi”. È quanto asserisce e si auspica l’eurodeputato Tiziano Motti, nella conferenza stampa del 19 aprile 2012 presso la sede del parlamento europeo a Strasburgo. Oggetto: Soluzioni alternative allo sterminio degli animali randagi che viene effettuato in alcuni paesi europei.

La protezione dei cani randagi e i diritti degli animali in generale occupano da sempre, per l’europarlamentare di Reggio Emilia del gruppo PPE, delegazione UDC, un posto importante nella scaletta delle priorità in favore degli interessi della comunità europea. In questa occasione, egli ha presentato coraggiosamente un video shock, senza censure, dove si disegna in tutta la sua crudezza la condizione ordinaria di diversi canili, in alcuni paesi d’Europa. Si evidenziano, inoltre, i recenti casi di violente uccisioni di massa di animali randagi, approvate incredibilmente, tra le altre, dalle autorità pubbliche di Romania, Ucraina, Spagna. Sembra che tutto avvenga con la massima naturalezza, ed è quasi un paradosso, dal momento che, ad esempio, l’Ucraina si è trovata recentemente ad essere sotto i riflettori mondiali, come organizzatrice della European Cup 2012! Un passo falso, dunque, si potrebbe dire.

Preme ricordare, tra l’altro, che Tiziano Motti è uno dei pochi deputati che si è opposto alla recente approvazione della direttiva sulla sperimentazione animale. Anche per quanto riguarda il video presentato, la cui visione è disponibile su Internet, se vogliamo lasciare alla coscienza dei singoli le implicazioni morali ad esso associate, si evidenzia invece una questione di sostanza giuridica. L’art.13 del TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea), infatti, nell’ambito delle modifiche apportate dal Trattato di Lisbona, considera i randagi come “esseri senzienti”. Questo assunto, che ai più può sembrare quasi banale, sembra invece non essere per nulla considerato, a fronte dei molti documenti, grondanti crudeltà e dolore inflitti, diffusi dalle varie organizzazioni per la tutela del benessere degli animali.

Tali misure drasticamente ‘risolutive’ o ‘precauzionali’, in realtà, non sarebbero necessarie. La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, del 13 novembre 1987, aveva già indicato la sterilizzazione come metodo efficace per prevenire la riproduzione incontrollata delle bestie a piede libero. Se non tutti gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno firmato questa convenzione, è certo che tutti hanno firmato e ratificato il trattato di Lisbona. “Circa 120 milioni di randagi in Europa stanno diventando facile preda per la sperimentazione sugli animali a fini scientifici”, ribadisce Motti, “e solo l’adozione di strategie politiche comunitarie può tenere il fenomeno sotto controllo”. Propositi e obiettivi? L’applicazione di misure di prevenzione per la sterilizzazione, che tutti gli Stati dovranno adottare sotto la pressione dell’opinione pubblica, e l’apertura di una procedura di infrazione.

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